Maltempo in Puglia, 6 mila sfollati

Allarme nelle zone del Gargano e in Salento: la situazione non é ancora sotto controllo. Sui social la rabbia dei residenti: “Manca la prevenzione”

gargano alluvionePiove da giorni sui comuni del Foggiano dove ieri, 3 settembre, si é abbattuto un violento nubrifragio causando danni a strade e edifici. L’emergenza maltempo é stata soprattutto lanciata a San Marco in Lamis dove acqua e fango sono stati portati a valle invadendo le strade di pietre e detriti. Colpita tutta la zona del Gargano e Lecce dove diversi frammenti di decori si sono scrostati dalla facciata della chiesa del Rosario, uno fra i monumenti barocchi più importanti del centro storico.
Oltre a frane e danni materiali ai piani terra delle case, i disagi registrati sono stati causati dall’esondazione, mai avvenuta prima d’ora, del Candelaro ma non sono state segnalate persone disperse. Eppure la situazione nelle ultime ore non é sembrata migliorare ed é stato evacuato un chilometro e mezzo del territorio dove abitano circa 6.000 persone. Le misure di sicurezza e le procedure di evacuazione sono state avviate dai mezzi di soccorso già ieri in serata, dove l’intervento della Protezione Civile é stato ostacolato dalla pioggia che ha continuato a cadere sulla parte superiore del tacco dello stivale.
Gli sfollati hanno trovato riparo presso le strutture messe a disposizione dai comuni e dalla Protezione civile anche se non manca sui social chi ironizza sulle condizioni di ricezione e accoglienza attuali italiane. Arrivano anche diversi messaggi su Twitter che segnalano problemi di elettricità e viabilità nei paesi vicini e critiche e polemiche su Facebook ai soliti “lavori all’italiana”. Concessioni di costruzione dove la morfologia del territorio non lo consente e mancata manutenzione ordinaria degli impianti. La maggior parte degli italiani rimprovera, soprattutto, il poco riguardo verso le precauzioni necessarie da prendere nei lavori di edilizia. Quel che il sindaco di San Marco in Lamis, Angelo Cera, auspica in questo momento è che la pioggia cessi di tormentare quel poco di terreno che è rimasto sotto i loro piedi. O dovranno prepararsi ad affrontare problemi seri in tutta la regione.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 04 Settembre 2014
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