Così Rosati scaricò Montemurro: “Quello fa il fenomeno…”

Nel 2013 l'ex presidente arrestato per frode fiscale era infastidito dal desiderio di rivalsa dell'amministratore delegato. Cedette la società e diede la colpa dei problemi societari all'ex amico

Nelle pieghe dell’inchiesta che ha portato in carcere l’ex presidente del Varese Antonio Rosati e l’ex amministratore delegato Enzo Montemurro, compare anche una spiegazione del perché il sodalizio tra i due manager si sia interrotto. In una conversazione registrata dalla guardia di finanza, Rosati, nel febbraio del 2014, parlando della sfortunata stagione calcistica del Varese e delle difficoltà societarie, ne attribuisce in parte la responsabilità a Montemurro, affermando che «fa il fenomeno ma non sa manco leggere un bilancio». Rosati aggiunge che si è «portato dietro» per tanti anni Montemurro, perché lo conosce da quando aveva «diciannove anni». Grazie a lui, continua Rosati, l’amico ha potuto negli anni farsi vanto di mostrare, «sul suo bigliettino da visita», le cariche di presidente, amministratore delegato, eccetera. Il problema, continua l’ex presidente, «è che leggendolo alla fine Montemurro ci ha creduto veramente» e avrebbe cominciato a proporsi in giro a sua insaputa.


(NELLA FOTO, ENZO MONTEMURRO E ANTONIO ROSATI)

LA CESSIONE DEL VARESE
Ecco quindi che con lo «spin off del Varese calcio», avvenuto nel giugno del 2013, Rosati, secondo gli investigatori, avrebbe colto l’occasione per inchiodare Montemurro alle proprie responsabilità, lasciandogli insieme al 10% delle azioni della società anche i problemi di gestione. E rescindendo, così, «quel cordone ombelicale» che li legava ormai da venti anni. L’imprenditore ligure nelle intercettazioni sostiene che Montemurro sarebbe in grado di fare solo «l’uomo di fiducia» e che dopo la rottura si troverebbe in difficoltà: «Ora si sta scontrando con il mondo esterno».
L’ex presidente del Varese afferma inoltre che l’ex amico non starebbe ben operando nemmeno nel consiglio della Lega di serie B, dove si sarebbe seduto solo grazie alla sua intercessione.

IL DESIDERIO DI RISCATTO
Dunque nel 2013 il legame di amicizia tra Rosarti e Montemurro, che pure sono stati arrestati insieme e vengono descritti come parte della stessa associazione per delinquere (nel sistema legato alla Expo Job spa e alle cooperative di lavoro fittizie che vi stanno sotto) sembra essersi incrinato, come già emerse dalle cronache sportive del Varese 1910 in quei mesi. Un contrasto che si intrecciò con il delicato passaggio della squadra biancorossa, dalla gestione Rosati, a quella di Nicola Laurenza. Il retroscena, infine, è sintetizzato dal gip di Milano Franco Cantù Rainoldi in una frase. Perché hanno rotto?: «Probabilmente per il desiderio di riscatto e di ricerca di una propria affermazione dell’uno (Montemurro), apparsi un affronto agli occhi dell’altro (Rosati), che si ritiene l’artefice delle fortune dell’amico». La ricostruzione ha una valenza processuale interessante poiché è vero che gli investigatori accusano Montemurro di pieno coinvolgimento nella gestione spregiudicata delle cooperative, ma è altresì vero che gli avvocati dell’ex ad del Varese potrebbero cercare di giocare la carta della dissociazione di Montemurro, dal 2013, dal giro che ha portato agli arresti di ieri.

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 ottobre 2014
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