La piazza finanziaria svizzera può aiutare le pmi lombarde

Dalla nascita della regio Insubrica (1995) è cambiato il concetto di frontiera, non più intesa come barriera ma come zona di osmosi. L'associazione Giuristi insubri si interroga su questo passaggio, l'8 novembre un convegno su questi temi alle Ville Ponti

Nel 1993 Alberto Bramanti, Remigio Ratti e Lanfranco Senn per i tipi di Franco Angeli pubblicavano “Verso un’Europa delle Regioni – La cooperazione transfrontaliera come opportunità e sfida “ .
La tesi portante del libro era che l’area attraversata dal confine lombardo – ticinese fa registrare una crescente complementarità economica del sistema urbano policentrico Lugano – Como – Varese con un’evoluzione del confine da frontiera-barriera a frontiera-filtro, fino alla frontiera intesa come zona di contatto.
Nel 1995 nasceva la comunità di lavoro Regio Insubrica, guardata con un po’ di sufficienza ma luogo organico di scambi altrimenti episodici.
La Regio ha recentemente commissionato ai professori René Chopard e Gioacchino Garofoli uno studio (“La banca ticinese e l’impresa del Nord Italia“) sulle possibilità di interazione tra la piazza finanziaria svizzera e le pmi del Nord Italia, cioè, in estrema sintesi, sulle prospettive di attività creditizia transfrontaliera o cross border. Ne è nata un’opera ricca di promesse e di spunti cui hanno cooperato, oltre i due autori già ricordati, gli avvocati  Ilaria Capelli, Stelio Pesciallo e il professor Sergio Patriarca.
Si sta verificando una concomitanza di fattori che rendono certa  la grande attualità del tema : la scelta del mondo bancario svizzero di accettare solamente mezzi finanziari fiscalizzati (che segna il passaggio dall’interesse esclusivo verso il privato detentore di patrimonio finanziario a quello concorrente verso un imprenditore con esigenze di credito aziendale) e la sete di credito delle piccole e medie imprese lombarde a seguito del più duraturo credit crunch delle banche italiane nella nostra storia post bellica.
Si apre una fase di ricerca di soluzioni concrete che non può essere estranea agli interessi culturali e operativi delle professioni delle regole (avvocati in primis, ma anche notai e commercialisti) in quanto le pone nella condizione obbiettiva di offrire contributi sostanziali alla realizzazione di un passaggio epocale che gli autori individuano nella fase definita dellafrontiera-osmosi”.
Nella prassi, a tacere d’altro, questo significherebbe l’ottimizzazione dello sfruttamento delle complementarità di cui si parlava nell’opera ricordata all’inizio. L’ associazione Giuristi insubri non poteva non cogliere l’importanza del tema e la centralità dei professionisti del diritto cui si richiede soprattutto l’individuazione di procedimenti di componimento e risoluzione di conflitti agili ed efficaci sia mediante conciliazione e arbitrato sia mediante il ricorso alla giustizia ordinaria.
Di grande interesse l’individuazione degli enti chiamati a gestirli che possano consentire l’adozione di procedure non semplicemente rapide ma in grado di produrre decisioni di immediata valenza in entrambi gli ordinamenti.
Si tratta, a ben vedere, di una logica evoluzione, orientata al credito, del tema del convegno inaugurale dell’Agi svoltosi a Manno il 25 gennaio scorso dal titolo “L’ attività legale transfrontaliera tra convenzione di Lugano e procedure arbitrali”.
Con il significativo passaggio da un interesse motivante di stretta cultura professionale, ad uno generante interazione immediata tra studiosi, professionisti e operatori economici e tale da arricchire  tutti gli attori di una peculiarità territoriale. L’8 novembre prossimo (inizio ore 9 e 45)alle Ville Ponti si terra un convegno dal titolo "La Banca ticinese e le imprese del Nord Italia".

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 22 Ottobre 2014
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