Il consiglio convocato in extremis domenica. Ma l’opposizione diserta

Domenica 30 novembre, è indetta la seduta consiliare per approvare gli assestamenti di bilancio nei termini di legge. L'opposizione non si presenterà: « È evidente l'incapacità della maggioranza a gestire la macchina»


Un consiglio comunale in extremis per approvare ciò che impone la legge, nei termini legali. Per questo, domenica mattina 30 novembre, il Consiglio comunale di Gavirate verrà riunito per approvare definitivamente gli assestamenti di bilancio: « La novità e l’eccezionalità – spiega il Sindaco Silvana Alberio in un comunicato – è data dal fatto che raramente si convochino i Consigli in giornata festiva, ma la complessità della materia e la volontà di lasciare più tempo ai consiglieri di opposizione per visionare tutto il materiale ha portato a convocare di Domenica. Crediamo comunque che chi si pone al servizio dei propri cittadini non debba aver paura di sacrificare anche il proprio tempo festivo e quindi siamo certi che, maggioranza e minoranza, saranno presenti, insieme a dipendenti e funzionari comunali ad assolvere il proprio compito ed il proprio ruolo e chissà mai che questa non possa essere un’opportunità anche per la cittadinanza per partecipare alla vita amministrativa. Prendiamo questa come una sperimentazione e valuteremo che risposta ci sarà».

« Non è certo la domenica che ci disturba – afferma Gianni Lucchina, a nome della lista Per Gavirate, Oltrona, Groppello, Voltorre che sta all’opposizione – è il giorno, il 30 novembre, termine ultimo per adempiere ai propri compiti amministrativi. E se qualcosa andasse storto? Se ci fossero assenze? A pagarne le conseguenze sarebbero i cittadini di Gavirate».

Per sottolineare quella che, dice l’opposizione, è una manifesta incapacità di gestire l’amministrazione comunale, i consiglieri di opposizione diserteranno l’aula: « Voglio sottolineare – fa eco Vittorio Mastrorilli – non è il problema della domenica, tant’è che noi saremo presenti domenica mattina alle 8.30 per la seduta della commissione bilancio senza il cui passaggio non si potrebbe andare in consiglio. Il punto è che questa emergenza non ha alcuna motivazione: non siamo certo amministrazioni che hanno subito una catastrofe, un’alluvione. Cosa sarebbe successo se fossimo stati al posto di Laveno o Genova?».

All’ordine del giorno di domenica ci sarà il Bilancio e gli assestamenti oltre che la ratifica di un debito fuori Bilancio, frutto di una causa iniziata nel 1996 ed andata ora a sentenza definitiva: « Quella condanna non è una novità dell’ultimo momento – chiarisce Lucchina – Si tratta di circa 30.000 euro che il Comune deve restituire per oneri di urbanizzazione indebitamente incassati. Il 30 settembre scorso, anche in quel caso ultimo giorno utile, si riunì il consiglio per l’assestamento del bilancio preventivo. Cos’è avvenuto di così grave da dover arrivare all’ultimo giorno utile per questo nuovo adempimento di legge? Questa è la prova che l’attuale amministrazione è in affanno e non riesce a gestire la macchina. Si sarebbe potuto benissimo evitare questa corsa  se si fosse indetta una conferenza dei capigruppo per affrontare ogni questione: noi ci siamo sempre dimostrati disponibili e costruttivi. Peccato che si continui a ignorare questa via».

Lucchina e compagni si lasciano andare a qualche giustificazione dei ritardi: « Da quando è stata eletta, ha impegnato almeno la metà dei giorni in campagna elettorale. Ora che le votazioni per la Provincia e per il Distretto socio sanitario sono state fatte, speriamo che il Sindaco si concentri sulla guida di questa collettività».
Arriva quindi anche la stoccata politica a un candidato che si era presentato con una lista civica apolitica e apartitica per poi abbracciare la coalizione Forza Italia/Lega per le elezioni in Provincia: « Siamo molto insoddisfatti anche per come il Sindaco ha agito per il Distretto sanitario: ha ottenuto l’elezione a presidente ma ha spaccato l’assemblea con ben 11 sindaci che hanno espresso ferma contrarietà».

Il gruppo consiliare Per Gavirate, Poltrona e Groppello e Voltorre conclude con l’accusa diretta di “assolutismo decisionale” che sta diventando la vera connotazione del quinquennio di mandato, con «una maggioranza sempre decisionista sulle banalità ma che nulla ha fatto ancora di concreto per migliorare il nostro paese».
Il riferimento ai problemi del commercio e alle condizioni del lago è evidente. 

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 28 Novembre 2014
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