L’imbarazzo italiano, la delusione svizzera: la linea varesina sarà pronta tra due anni e mezzo

Proprio mentre in Ticino si inaugura il servizio sulla nuova ferrovia, sul versante italiano si registra lo stop definitivo al cantiere in Valceresio: ci vorranno 6 mesi per rifare l'appalto

Mentre le Ferrovie Svizzere aprono la linea Mendrisio-Stabio, gli occhi sono tutti rivolti all’Italia: quando saranno completati i cantieri in Valceresio? Quando finalmente potrà entrare in servizio il collegamento tra Ticino e Malpensa? Durante la cerimonia inaugurale la domanda è riecheggiata più volte, non senza qualche nota sarcastica sull’Italia: qui in molti si ricordano quando l’allora assessore regionale Raffaele Cattaneo fece una scommessa con Marco Borradori, puntando sul fatto che anche in territorio italiano i lavori avrebbero rispettato le scadenze (scommessa "rinnovata" nel 2012, dopo i primi guai del cantiere).«E’ chiaro che al sentimento di contentezza per l’inaugurazione di un’opera importante si mescola a quello di frustrazione per il fatto che sia un opera monca e sia rimasta a metà, e anche la festa stessa è dimezzata» è il commento di Claudio Zali, membro del Consiglio di Stato svizzero e Direttore del Dipartimento del territorio.

A Mendrisio e Stabio, all’inaugurazione della nuova tratta, i politici italiani non erano presenti. A rappresentare ufficialmente l’Italia c’era solo un ingegnere di RFI, la società FS che gestisce la rete, Francesco Bocchimuzzo. A lui è toccato salir sul sobrio palchetto dell’inaugurazione (nella foto, con Matteo Pelli) e provare a dare garanzie sul futuro dell’opera sul versante italiano: «Il Cipe ha deliberato la soluzione al problema che ci ha tenuto fermi, lo stoccaggio delle terre» ha spiegato. «Ora non c’e più da star fermi, dobbiamo attendere le prescrizioni per le terre e poi ripartiremo». Purtroppo, subito dopo la buona notizia della soluzione per le terre, è arrivata quella pessima della risoluzione del contratto tra RFI  e la società Ingegner Claudio Salini, appaltatore del cantiere. Rotto il contratto, si deve «rifare la gara d’appalto, che richiederà 6 mesi»: «ci rimangono da eseguire due anni di lavori, quelli che ci separavano dalla scadenza quando sono iniziati i problemi. Cercheremo di recuperare ma la previsione di due anni è realistica» ha concluso Bocchimuzzo. Evidente anche la delusione di Maria Angela Bianchi, l’ex sindaco di Induno Olona, che ancora si deve confrontare con i cantieri aperti nel mezzo del paese: «Ho avuto la tentazione di presentarmi con la fascia nera al braccio, in segno di lutto»

Nel frattempo, in Ticino il servizio inizierà il 15 dicembre, con treni S40 ComoAlbate-Mendrisio-Stabio, integrati da S50 Mendrisio-Stabio. «Ora non possiamo che organizzarci: in questo momento ci sono 60 posteggi a disposizione, che però immagino che servano giusto per i cittadini di Stabio» continua  il consigliere di Stato Zali (nella foto con Anna Barbara Remund, direttrice trasporto regionale delle Ferrovie Federali). «Nello spazio di un mese però ne verranno aperti altri 150: questi penso possano servire per i frontalieri che intendessero utilizzare la tratta ferroviaria da Stabio per evitare il pesante traffico che quotidianamente si registra verso Mendrisio. Questo è un primo provvedimento per tamponare i ritardi italiani, che a questo punto sono pesanti e soprattutto dalal fine incerta. Quello che spero e chiederò, invece, è che si possa completare perlomeno il prima possibile almeno il tratto di ferrovia che arriva al confine italiano: in quella zona ci sono spazi molto più ampi per i parcheggi, e arrivare fino a quella stazione permetterebbe ai frontalieri di evitare anche la coda della dogana».

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Pubblicato il 26 Novembre 2014
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