La richiesta del pm, 47 anni di carcere ai boss del Saronnese

A tanto ammontano le richieste di pena ai cinque personaggi principali del gruppo vicino alle ndrine che operava tra Cislago, Mozzate e Saronno: 16 anni per Tripepi, 12 per Gioffrè, 9 a Mangone. De Marte andrà a dibattimento

Sono pene pesanti quelle richieste dal pubblico ministero Pasquale Addesso al giudice per l’udienza preliminare Nicoletta Guerrero, per i componenti della banda Tripepi-De Marte, il gruppo criminale vicino alla ‘ndrangheta che operava nelle zone di Cislago, Mozzate, Gerenzano, Saronno e Busto Arsizio con estorsioni, minacce, danneggiamenti nei confronti di imprenditori della zona. Sedici anni per Diego Tripepi, considerato al vertice del gruppo criminale, 12 anni per Santo Gioffrè, 9 anni per Pancrazio Mangone, 6 anni per Paolo Tripepi e 4 anni per Giovanni Savino. Molti dei rinviati a giudizio hanno patteggiato pene inferiori ai 3 anni mentre l’altro uomo considerato a vertice del gruppo, Francesco De Marte (a sin. nella foto), ha chiesto di essere processato con rito dibattimentale. 

L’intera vicenda era stata scoperchiata con l’inchiesta San Marco, dal nome del ristorante di Mozzate dove avvenivano i summit del gruppo criminale, portata avanti tra il 2011 e il 2014 dagli uomini del Comando compagnia dei Carabinieri di Saronno, coordinati dal sostituto procuratore Addesso. Un lavoro certosino di ricostruzione delle intimidazioni alle officine meccaniche che operavano nella zona e ad alcuni commercianti, delle estorsioni ai danni di imprenditori, del sistema di truffe allo Stato nell’ambito della revisione degli autoveicoli, dello spaccio di droga e delle rapine e dei furti ai danni di esercizi commerciali e aziende. Il gruppo agiva in un’area molto vasta a cavallo delle province di Varese, Como, Monza e Brianza e Milano. In tutto gli arrestati furono 28 e gli indagato quasi una cinquantina. Un sistema complesso che ruotava attorno alle figure dominanti di Diego Tripepi, affiliato alla ‘ndrangheta di vecchio corso, e Francesco De Marte, anch’egli membro integrante della cosca De Marte di Seminara e fratello di Rocco De Marte, condannato per associazione mafiosa in Liguria dove lo stesso Francesco ha rimediato una condanna a 4 anni.

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Da una costola dell’indagine, infine, la Procura di Busto Arsizio e il Nucleo Operativo dei Carabinieri di Saronno portarono a termine, due mesi dopo, la seconda tranche dell’inchiesta che portò in carcere i fratelli Sozzi della Gisowatt (da un lato vittime e dall’altro complici del gruppo, ndr), il loro commercialista, altri esponenti del clan Tripepi-De Marte oltre ad alcuni esponenti delle forze dell’ordine. L’ultimo filone emerso, infine, è quello relativo ai rapporti tra il giudice del tribunale di Busto Arsizio Alessandro Chionna e i due fratelli imprenditori che vede il togato sotto inchiesta da parte della Procura di Brescia per alcune sponsorizzazioni ricevute dalla Gisowatt alla sua scuderia automobilistica.

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Pubblicato il 02 Dicembre 2014
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