Carnago ricorda il poliziotto fucilato a Fiume

Fabio Tamantini era una guardia scelta in servizio alla questura della città del Carnaro, scomparve nel maggio del 1945, prelevato dalla polizia segreta jugoslava

Nel Giorno del Ricordo dedicato all’esodo istriano-giuliano-dalmata e alle vittime del confine orientale, la provincia di Varese ricorda la figura del poliziotto Fabio Tamantini, in servizio a Fiume, fucilato dalla polizia politica jugoslava alla fine del conflitto. I discendenti di Tamantini vivono a Carnago e proprio qui, nella scuola media Galvaligi, si è tenuta la cerimonia di consegna della medaglia commemorativa.

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«Non casualmente siamo in una scuola, perché queste giornate sono fatte per voi ragazzi, perché sia lasciato il seme del ricordo» ha spiegato il prefetto Giorgio Zanzi, intervenuto insieme ai sindaci di Carnago e Solbiate Arno e al questore. Zanzi ha ricordato la «grande tragedia che ha toccato una parte della popolazione italiana» della zona del litorale adriatico, «territorio italianissimo, veneto e prima ancora romana»

Fabio Tamantini era un poliziotto in servizio alla questura di Fiume, nel territorio italiano che – dopo il 1943 – era stato inglobato nella Germania nazista, come "Zona di operazioni del litorale adriatico", area dove a lungo combatterono le forze regolari naziste contro i partigiani jugoslavi del maresciallo Tito. Così il prefetto Zanzi ha ricostruito i giorni concitati del maggio del 1945: «Il 3 maggio 1945, quando era finita la guerra, arrivò a Fiume la Ozna polizia segreta per rimuovere elementi considerati compromessi con il Regime fascista. I poliziotti rimasero al loro posto, perché non avevano fatto nulla di male. Fabio Tamantini è stato fucilato in un campo di concentramento, altri sono stati infoibati, buttati a mare». «Un eroe» ha concluso Zanzi, che ha accennato anche alla figura di Giovanni Palatucci, questore di Fiume che, secondo diverse testimonianze, sottrasse ebrei alla deportazione (va detto che negli anni siano emersi anche notevoli dubbi, anche dallo Yad Vashem).

Il ricordo della pulizia etnica e dell’esodo degli italiani dal litorale adriatico, da Istria, Venezia Giulia e Dalmazia è stato attualizzato anche con un richiamo alla realtà odierna, dove – basti pensare al Medio Oriente o alle opposte spinte in Ucraina – l’idea di creare territori etnicamente puri rimane una minaccia alla convivenza tra culture diverse.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 10 febbraio 2015
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