Il problema Circolo arriva in consiglio: “Chi gestirà i 40 letti in più?”

Il direttore dell'azienda ospedaliera Bravi sarà ascoltato dai consiglieri comunali che vogliono capire le ragioni delle ripetute sofferenze dell'ospedale. Sindacati preoccupati dall'attuazione della ricetta Maroni

A una settimana dalla "ricetta definitiva di Maroni" per il pronto soccorso, l’ospedale torna al centro del dibattito. Questa volta è la politica ad accendere i riflettori sull’andamento in corsia, con un PS che fa fatica a rispondere alle esigenze del territorio mentre tutti i reparti mostrano sofferenza a causa del limite di posti letto.

Il direttore generale Callisto Bravi sarà chiamato in Consiglio comunale questa sera, giovedì 26 febbraio, per spiegare l’organizzazione del monoblocco, il numero dei posti letto e i problemi ciclici del pronto soccorso. Sul tavolo si porrà anche la questione del DAMA, il servizio di accoglienza in ospedale di pazienti diversamente abili ormai orfano da tempo del proprio dirigente medico. Sul punto, il dottor Bravi ha fatto sapere di aver individuato la soluzione e che , risolti i problemi burocratici, tutto tornerà a funzionare regolarmente.
 

L’unica vera incognita rimane la ricetta Maroni: « Siamo rimasti veramente sbigottiti dalle dichiarazioni del Presidente Maroni – ha spiegato Cinzia Bianchi delegata RSU aziendale della Cgil – Ha detto che non ci sono soldi, che il nostro pronto soccorso non è capace di lavorare, che servono posti letto ma senza aggiunta di personale. Non capiamo proprio come si possa applicare questa ricetta».
 

Il Presidente, venerdì scorso, ha annunciato l’apertura di 10 posti letto del reparto di terapia subintensiva e l’aggiunta di 40 letti subintensivi alla dotazione del Circolo. Ma a “isorisorse”, cioè non costeranno un euro in più alle casse regionali: « Come si può pensare di aumentare ulteriormente il carico di lavoro a personale già messo sotto forte stress? – si chiedere Francesco Tucci, delegato della Fials – Non si dimentichi che il problema del PS è solo la punta dell’iceberg di una sofferenza dell’intero monoblocco. Viene, quindi, da pensare che si voglia esternalizzare quel servizio, affidandolo, magari a cooperative di infermieri. Un’esperienza già attuata in passato con risultati fallimentari. Nessuno dice nulla, nessuno spiega come si possano realizzare gli interventi senza soldi. Dove verranno messi quei 40 letti? Ci sono solo voci: alla Santa Maria, al monoblocco, qualcuno dice anche “nella vecchia geriatria”. Ma anche questa apertura avverrà senza risorse aggiuntive? Chiediamo subito la massima trasparenza».
 

Sul piatto, in effetti, ci sono temi annunciati venerdì scorso ma su cui occorre fare piena chiarezza: « Indicativo anche il termine dato da Maroni per verificare il piano – conclude Tucci – le somme si tireranno in luglio, quando sarà in vigore il piano ferie»

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 febbraio 2015
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