“Per ogni centimetro perso nel Lago Maggiore sprechiamo 2 miliardi di litri”

Continua il braccio di ferro tra Parco del Ticino e Ministero dell'Ambiente con il primo che ha chiesto una procedura d'urgenza per innalzare subito il livello del Lago Maggiore. E anche il Consorzio Villoresi critica l'abbassamento

ticino parco fiume veduta

Una procedura d’urgenza. E’ questo quello che ha chiesto il Parco del Ticino ai giudici del Tribunale delle Acque per sospendere immediatamente la direttiva del Ministero dell’Ambiente che dallo scorso 15 marzo ha portato il livello del Lago Maggiore ad 1 metro sullo zero idrometrico. I legali del Parco hanno presentato un’istanza a pochi giorni dalla nuova udienza che vede contrapposte le parti nella lotta per il livello del lago che già da qualche giorno ha raggiunto l’altezza richiesta da Roma.

Ma gli allarmi sulle conseguenze della decisione si moltiplicano. Se infatti il Parco del Ticino paventa fin dallo scorso anno i rischi per ambiente ed ecosistema del Fiume Azzurro adesso anche il Consorzio Villoresi alza l’asticella dello scontro. Senza le necessarie scorte d’acqua nel Lago Maggiore infatti a rischio ci saranno anche 7.000 agricoltori, le centrali idroelettriche lungo il corso dei canali e il sito espositivo di Expo. Nel video le parole del presidente del consorzio, Alessandro Folli.

Mezzo metro di acqua in più o in meno nel Lago Maggiore, infatti, equivale ad una enorme quantità di acqua. Ogni centimetri di acqua nell’invaso del lago, infatti, equivale ad un volume di oltre 2 miliardi di litri (per intenderci, una piscina olimpionica contiene intorno ai 2 milioni di litri, ndr). Senza l’accumulo di scorte in questo periodo dell’anno se l’estate dovesse risultare particolarmente siccitosa l’acqua potrebbe non bastare per tutti gli usi necessari.

Mantenere alto il livello del lago, però, non è indolore. Chiaro è che il rischio di allagamenti non sussite -1,5 metri è l’altezza normale del periodo invernale- qualche problema in più ci può essere per quanto riguada le spiagge sul lago. E se la Svizzera è particolarmente preoccupata con alcuni membri del Consiglio Federale che stanno presentando interrogazioni sul tema, anche in Italia le perplessità non mancano. Alcuni albergatori hanno chiesto ai rappresentati della Provincia del Varbano, Cusio, Ossola di mediare per evitare che alcune spiagge siano sacrificate per evitare la siccità. E così tra esigenze opposte, saranno i giudici del Tribunale delle Acque di Roma a dover trovare la quadra nella prossima udienza convocata per il 25 marzo.

di marco.corso@varesenews.it
Pubblicato il 23 marzo 2015
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