Angela Mazzetti lascia la guida dell’Unione ciechi

Al termine del terzo mandato presidenziale, la professoressa traccia un bilancio delle attività svolte, sottolineando i molti traguardi raggiunti, anche grazie al contributo di Asl

direzione sociale unione ciechi

Si avvicina la fine del terzo mandato presidenziale e per la Prof.ssa Angela Mazzetti è tempo di bilanci finali, dato che non rinnoverà l’incarico: «Fin dall’inizio della mia Presidenza , ho stabilito contatti costanti e proficui sia con la Direzione Generale che con quella sociale dell’A.S.L. provinciale, allo scopo di ricercare insieme delle soluzioni idonee a rispondere efficacemente ad alcuni dei problemi riguardanti i nostri associati.

Con tutte le altre associazioni di disabili ho altresì preso parte agli incontri di informazione-formazione e programmazione previsti dall’Ente, cercando di portare utili contributi. 

A partire dall’anno 2006, consapevoli dell’importanza, tanto per i ciechi che per gli ipovedenti gravi, di costruirsi o recuperare la possibilità di muoversi con sicurezza almeno negli spazi interni ed esterni a loro noti, abbiamo avviato dei programmi individualizzati di orientamento e mobilità avvalendoci di uno dei migliori esperti operanti in Lombardia. Si trattava di una realizzazione di notevole rilievo e ci parve subito opportuno trapiantare l’iniziativa sul nostro territorio. Il corso era (ed è tuttora) individuale e si svolgeva là dove la persona vive e/o opera.

In seguito, la commissione regionale per le pari opportunità aveva dato vita ad un programma denominato “sportello autonomia”, da realizzarsi territorialmente e centrato sulle fondamentali acquisizioni nell’ambito di quella personale e domestica, oltre a quella di orientamento e mobilità. Ci fu possibile trovare la persona adeguata per coordinarlo e seguire i primi due settori: la Dott.ssa Cristina Pasquino, neurologa e neurofisiopatologa, che, avendo perso la vista in un incidente, dopo aver superato il terribile trauma, metteva a disposizione le proprie competenze di riabilitatrice, coordinando lo Sportello e curando personalmente i settori delle autonomie personale e domestica.

Così è sorta l’esigenza di collegare la nostra attività con l’azienda sanitaria. Ci venne spontaneo allora ripensare a quanto previsto da una famosa nota del Ministro Sirchia che delegava alle ASL il compito della riabilitazione. Essa però era di fatto rimasta senza alcun effetto, perché priva della necessaria ulteriore circolare applicativa. Chiedemmo un incontro con il Direttore sociale che, come sempre, ci venne immediatamente accordato. Presentammo una richiesta molto audace: sperimentare una possibile forma di collaborazione di carattere economico che oltrepassasse la mancanza di un applicativo, accollandovi almeno una parte del carico  finanziario del nostro piano attinente il recupero delle autonomie di base. La risposta dell’ A.S.L. non si fece attendere: ci avrebbe concesso un voucher per ciascuna delle prestazioni che avremmo fornito ai soci nei tre campi di intervento più volte citati.

La convenzione con la quale venne concluso l’accordo tuttora in vigore equipara il nostro servizio a quello che viene dato a domicilio ai malati di una specifica categoria dagli operatori dell’Ente. La somma stabilita non è certo alta, ma non è questo che conta. Conta, invece, il riconoscimento ufficiale di un nostro servizio, che in quel momento almeno nessuna Sezione U.I.C.I. aveva mai ricevuto, sicuramente in Lombardia e forse in tutta Italia.

Ne siamo orgogliosi e proprio per questo mi è sembrato significativo, giunta a conclusione del mio terzo mandato presidenziale, dire “grazie”, come lo scorso anno è stato fatto per la Fondazione Comunitaria del Varesotto Onlus».

Avviato nel 2010, il voucher viene erogato a 26 persone ma sono stati 39 voucher.

Di questi:
17 sono stati attivati per un percorso congiunto di autonomia personale, autonomia domestica ed orientamento & mobilità;
1 per un percorso congiunto di autonomia personale, autonomia domestica;
21 per un percorso di orientamento & mobilità.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 16 Aprile 2015
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