Fagioli: “Siamo noi l’unica coalizione di centrodestra”

Intervista ad Alessandro Fagioli, candidato sindaco di Lega Nord, Fratelli d'Italia, Saronno Protagonista è Dumà Nunch

Alessandro Fagioli è il candidato sindaco di Lega Nord, Fratelli d’Italia, Saronno Protagonista è Dumà Nunch. Ha 42 anni, nato a Saronno, libero professionista nel settore del disegno tecnico, nella Lega da inizio anno ’90. È stato assessore provinciale dal 2008 al 2013 al lavoro e politiche giovanili ed è stato segretario cittadino del partito a Saronno.

Fagioli lei ha scelto di incontrarsi alla Stazione di Saronno, perché?
«La stazione è nel bene e nel male il cuore pulsante della città dove possiamo dire che concentrano le tematiche che i cittadini ci hanno sottoposto: più sicurezza, più lavoro, più giustizia sociale e più vita in città. Noi vediamo che da un lato la stazione si affaccia sulla città e sul retro sulle aree dismesse. È la doppia faccia di Saronno, da un lato la potenziale bellezza e dall’altra il degrado: pochissima illuminazione, abbandono, nessun controllo. Avremmo potuto scegliere palazzo Visconti o l’ospedale o altro, ma qui c’è il simbolo di tutte le questioni da risolvere: sicurezza, parcheggi, illuminazione, presidio forze dell’ordine. Serve una presenza fissa di sicurezza che venga percepita dai cittadini».

Come descrive la coalizione che la sostiene?
«Questa coalizione si è formata velocemente perché quando abbiamo parlatondinorogramma le tematiche convergevano. Inutile correre separati e personalmente mi onoro della stima di tutti loro. Inoltre, tengo a sottolineare che siamo l’unica coalizione di centrodestra che si presenta a queste amministrative. Questo perché le posizioni politiche di riferimento delle altre coalizioni sono più filo-renziane. Ho trovato una forte coesione tra le quattro componenti, che includono anche federalisti e realtà popolare. C’è un lavoro di gruppo che vuole portare la coalizione al risultato: ci sentiamo nettamente alternativi al centrosinistra con una proposta basata sulle richieste dei cittadini che hanno radici nel buonsenso e non nell’ideologia».

Ci si trova di fronte a un centrodestra frammentato tra quattro candidati riferibili a quell’area. Pensa che l’elettore possa rimanere disorientato?
«Certamente, ma i saronnesi devono stare attenti a chi oggi si spaccia per centrodestra ma è pronto a portare il voto a sinistra. Siamo gli unici ad aver detto di essere alternativi al centrosinistra mentre altri lasciano sottointendere possibili collaborazioni. Ex pdlellini oggi si presentano come centristi apartitici, mentre centristi di partito renziani con il supporto di Forza Italia vorrebbero acquisire il voto di destra e portarlo a sinistra».

Le aree dismesse dietro alla stazione, ex area Cemsa ed ex Isotta Fraschini. Quale futuro per queste realtà?
«È da quando ero bambino che si parlando aree dismesse. Il problema è a doppio filo: dare soddisfazione ai proprietari ma nel rispetto dell’insieme della comunità saronnese. Il primo passo è mettere in sicurezza queste zone ed evitare che vengano usate per attività illecite. In concomitanza incontrare le proprietà e capire cosa ne vogliamo fare, per valutare la bontà dei progetti. C’è un Pgt che eventualmente siamo pronti a modificare in base alle esigenze del territorio. Quello che manca a Saronno è un’area feste attrezzata, coperta con cucine, a disposizione delle associazioni. Sono queste una risorsa della città».

E l’ospedale?
«Ci sono tre qiestioni sull’ospedale. Una è la questione parcheggi per utenza e dipendenti che questa amministrazione non ha voluto risolvere, cercando invece di fare cassa a spese dell’azienda ospedaliera e della Regione. Due è la questione del blocco delle assunzioni volute dal governo Monti, con impoverimento delle risorse umane e scadenza dei servizi. Spingeremo politicamente perché questo blocco venga rimosso. Terzo, l’accentramento di poteri, risorse e funzioni verso l’ospedale di Busto. Anche in questo caso un sindaco può farsi sentire verso azienda e Regione».

Saronno città al centro di quattro provincie, quale identità per il futuro?
«Bisogna smettere di pensare alla nostra città come una ruota di scorta di Varese, Milano o Como, siamo a Saronno, abbiamo una nostra identità e una nostra posizione invidiabile. Viviamo qui, facciamo della nostra città il nostro ideale di vita. L’attuale amministrazione non ha saputo tenere il dialogo aperto con gli altri comuni, con Provincia e Regione, ponendo Saronno in una sorta di isolamento politico, nonostante in questi 5 anni la città abbia espresso tre consiglieri provinciali, due assessori provinciali, un consigliere regionali, un parlamentare e un europarlamentare. Il sindaco aveva a disposizione tutti i gradi amministrativi ma non li ha saputi coinvolgere».

Quanto sono importanti social e digitale per il futuro dell’amministrazione?
«Conoscere e saper sfruttare le nuove tecnologie permette alle amministrazioni pubbliche di implementare non solamente la comunicazione con i cittadini ma soprattutto semplificare e snellire determinate operazioni burocratiche per i cittadini. Oggi c’è una carta regionale dei servizi che è sottoutilizzata e anche a livello comunale si possono identificare operazioni da svolgere direttamente dall’azienda o da casa. Ovviamente sulla tecnologia si possono notevolmente velocizzare le comunicazioni con un risparmio di carta e tempo per tutta la macchina amministrativa e per l’utenza».

Per l’appello finale Fagioli sceglie di farsi fotografare davanti alla ex scuola Bernardino Luini attualmente in fase di ristrutturazione.
«Ho frequentato qui le scuole medie e per 30 anni è rimasta in disuso e in stato di abbandono. Ci sono delle bellezze in città che non devono essere lasciate al degrado, ma soprattutto teniamo al principio di “prima i saronnesi”. Anche in questo momento ricevo appelli disperati di aiuto da parte di nostri concittadini in difficoltà, sia con il lavoro sia con l’alloggio. La nostra comunità non può permettersi di abbandonare a se stessa nemmeno un saronnese. Sarà nostra premura indirizzare le risorse per la crescita della nostra città e a sostegno dei nostri concittadini in difficoltà. Questa è solo una parte del nostro programma, ovviamente c’è anche la revisione di viabilità e piano parcheggi e per tutto il resto rimandiamo gli interessati a consultare il programma sul sito».

Manuel Sgarella
manuel.sgarella@varesenews.it

 

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Pubblicato il 26 Maggio 2015
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