Il ritorno di Porfidio: “Ho fatto più opere pubbliche di questa amministrazione”

Il ritorno in campo dell'ex-consigliere comunale de "La voce della città" è affidato ad uno striscione davanti alla caserma dei carabinieri di via Bellini, mai consegnata all'Arma

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Audio Porfidio torna in campo per le prossime elezioni amministrative e lo fa a modo suo, con il consueto striscione che grida vergogna davanti ad una cancellata. Questa volta nel mirino del fondatore de “La voce della città” è finita la caserma dei carabinieri mai aperta di via Bellini: «A Busto Arsizio viviamo di parole, parole, parole come direbbe la bustocca Mina – attacca Porfidio – questo è il simbolo di un’amministrazione che in dieci anni non ha portato a casa nulla e che lascia i tutori della sicurezza in un edificio fatiscente e pieno di barriere architettoniche. Anche il commissariato, del quale ricodiamo la prima pietra in campagna elettorale 4 anni fa, non è stato ancora completato».

L’ex-consigliere comunale rivendica: «Ho fatto più opere io per la città che questa amministrazione» ed elenca le aiuole curate dalla sua società di assicurazioni e i monumenti donati al tribunale e alla città (compreso il contestatissimo cubo tricolore, ndr). L’accusa alla giunta Farioli è quella di «aver realizzato solo manifestazioni di facciata e di non aver mai pensato al bene della città che, invece, è in completo degrado a partire dalle zone periferiche come via Rossini, i parchi più esterni al centro e le strade piene di buche».

Porfidio non nasconde la sua voglia di riprovarci nel 2016 dopo la cocente delusione di cinque anni fa quando non riuscì ad entrare in consiglio comunale: «Sto pensando a ricandidarmi ma prima voglio essere sicuro di avere con me una squadra preparata che possa fare il bene di Busto».

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 05 maggio 2015
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