Servizi sociali di Valle, l’addio di Castellanza provoca malumori

Il sindaco di Solbiate Olona Melis e l'ex-collega di Marnate Cearana chiedono a Farisoglio coerenza con quanto deciso 4 anni fa e chiarezza su presente e futuro: "La sua decisione di uscire blocca servizi importanti per i cittadini"

luigi melis

Castellanza vuole lasciare l’Azienda speciale Medio Olona che ha contribuito a fondare solo 4 anni fa e che eroga, in ambito sovracomunale, una parte dei servizi sociali del comune. In via informale ha anche comunicato lo “sfratto” dell’ufficio che ne organizza e coordina l’attività dai locali di via Roma, concessi in comodato d’uso gratuito (il Comune di Solbiate Olona ha già offerto uno spazio equivalente).

Una mossa che non è stata presa bene dagli altri comuni soci ( Fagnano Olona, Gorla Maggiore, Gorla Minore, Marnate, Olgiate Olona, Solbiate Olona) e soprattutto ritenuta piuttosto incomprensibile. Per chiarire come stanno le cose il sindaco di Solbiate Olona, Luigi Melis, e l’ex-sindaco di Marnate Celestino Cerana, in accordo con gli altri comuni soci, hanno convocato la stampa per «mettere in evidenza numeri e servizi erogati dall’azienda, nata con lo spirito di mettere in pratica i principi dell’articolo 118 della Costituzione che definisce i criteri della sussidiarietà e le indicazioni della legge regionale 3/2008 che incentiva i comuni ad associarsi per l’erogazione dei servizi ai cittadini».

Il sindaco solbiatese sottolinea come «uno dei promotori di questa azienda fu proprio Farisoglio il quale ha contribuito anche a regolamentarne la struttura e il funzionamento», uno degli aspetti che il sindaco di Castellanza oggi critica sostenendo che «i castellanzesi pagano per gli altri paesi, grandi la metà». Il bilancio dell’azienda del 2014 è di 2,560,000 euro e i comuni contribuiscono per circa 1,500,000 euro, il costo della struttura (dipendenti e spese vive) si aggira attorno ai 140 mila euro.

«I dati sono tutti disponibili, questa è una casa di vetro – prosegue Melis –  si ragiona tra sindaci con pari dignità per quote capitarie. Castellanza spende di più in proporzione agli abitanti che ha e riceve in base agli utenti dei servizi, come tutti gli altri» e snocciola qualche dato: nel 2014 il Comune guidato da Farisoglio ha versato 282 mila euro e ha ricevuto servizi per 185 mila euro, nel 2013 ha versato 260 mila e ha ricevuto per 218 mila, più o meno le stesse cifre per il 2012.

Melis sottolinea che «Castellanza ha risparmiato, affidandosi all’azienda consortile, cifre importanti nel servizio tutela minori, circa 75 mila euro in tre anni, ha speso 4 mila euro in più nel servizio dell’inserimento lavorativo ma ha risparmiato sui disabili e nell’assistenza domiciliare per i minori». Inoltre i sindaci dell’azienda chiedono a Farisoglio di far uscire dall’impasse l’intera struttura a causa dell’assenza dei rappresentanti del comune di Castellanza nelle assemblee dei soci: «Generalmente si decide all’unanimità ma così non è possibile a causa delle continue assenze».

In sostanza i sindaci dei comuni soci chiedono a Castellanza «coerenza con quanto fatto solo 4 anni fa e chiarezza sul presente e sul futuro anche perchè la procedura per uscire dall’azienda non è così rapida e ha bisogno di un iter piuttosto lungo – concludono Melis e Cerana – in questo lasso di tempo non si può rallentare servizi così importanti per tante persone».

Per saperne di più su questa realtà è attivo un sito molto aggiornato e completo di dati.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 08 maggio 2015
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