Tra gli eroi della Grande Guerra c’era anche l’altra metà del cielo

Nel secondo appuntamento dedicato all'anniversario della Prima Guerra Mondiale, la scrittrice Annalina Molteni ha parlato del ruolo fondamentale delle donne

Annalina Molteni

Se con la conferenza del 24 maggio  avevamo avuto la ventura di veder svelata l’inimmaginabile odissea delle popolazioni istriane, deportate, inserite in campi di concentramento e sottoposte a sofferenze indicibili, nel secondo appuntamento si è aperto un altro orizzonte scarsamente conosciuto o comunque sottovalutato: il ruolo delle donne all’interno di un conflitto spaventoso quale fu la prima guerra mondiale.

In genere la valutazione delle sofferenze che ogni guerra trascina e scarica non solo sui belligeranti, ma anche sulla popolazione civile, non va al di là dei disagi che gli inermi devono subire a confronto con chi impugna le armi che, applicando la legge del più forte, si sente in diritto di esercitare gli abusi più repellenti, fidando sull’impunità giustificativa della vittoria da conseguire.

Invece Annalina Molteni ci ha condotto per mano, con una conversazione pacata, ma colma d’immagini tali da rendere vive ed attuali le donne di volta in volta proposte nella loro umanità che sfociò in un’inattesa disponibilità a ricoprire ruoli allora di esclusivo dominio maschile. Ciò naturalmente in conseguenza del fatto che, essendo gli uomini tutti al fronte – chi farà i lavori? come scrisse sulla cronaca parrocchiale Maria Reinthaler -, si aprivano squarci nell’organizzazione della vita civile e nel sostegno ai combattenti, che non potevano non rendere indispensabile il ricorso alla forza lavoro femminile.

Così sono passate sullo schermo donne impegnate come operaie nell’industria bellica e in quella pesante, nell’agricoltura, come conduttrici di tram, malgrado i benpensanti dell’epoca le avversassero ipotizzando disastri di ogni tipo, dagli incidenti alla incapacità di staccare i biglietti, ma soprattutto come facchini – specialmente nelle Alpi Carniche –, cariche di gerle pesanti parecchie decine di chili, contenenti armi, munizioni e vettovaglie per i soldati in trincea.

Ma dalla visione generica della donna impegnata a sostituire la forza lavoro degli uomini, Annalina inizia a tratteggiare personaggi femminili ben precisi che sostennero ruoli significativi, dal giornalismo, come Stefania Türr fra le primissime corrispondenti di guerra, a Eurilla Bollani, compilatrice di un diario particolareggiato con lo sfondo della vita di Monza, colpita da uno dei primi bombardamenti, a Luisa Zeni inviata in territorio austriaco come spia, a Maria Mentil Plozner, uccisa dai cecchini, alla quale è stata intitolata una caserma, unica eccezione nel nostro paese, a Maria ed Irene Curie che si prodigarono con delle specie di cliniche mobili sulle quali effettuavano rudimentali radiografie ai feriti. Qui la Molteni prende lo spunto per aprire un capitolo particolare sulle crocerossine che offrirono un contributo insostituibile: di provenienza borghese, volontarie, vennero catapultate in un mondo che era l’esatta antitesi di quello nel quale avevano vissuto fino a poco prima, pagando spesso con la vita la loro dedizione.

La serata si è svolta in un piacevole clima di salotto culturale con la presenza di Gianna Parri, presidente dell’Associazione Mazziniana di Monza Brianza, di Maria Corsignana Maldari, dirigente delle Crocerossine locali, di Andrea Bossi, redattore del mensile “Cinque Valli“, di Mimmo Todeschini, presidente della Scuola Musicale di Luino, di Remo Passera, di Pietro Baratelli, Lyons Luino, oltre ovviamente a Mario Manzin, che ha presentato l’oratrice, e si sarebbe dovuta concludere con il programmato momento musicale: peccato che il pianista non si sia fatto vedere.

Questo è stato il secondo dei quattro incontri, i cui prossimi appuntamenti saranno: venerdì 12 giugno, relatrice Annalina Molteni, sul tema “L’altra umanità al fronte”; venerdì 3 luglio, relatore Folkmar Stoecker, ex ambasciatore Tedesco in Italia, sul tema “La grande guerra nella memoria dei popoli europei”.

 

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Pubblicato il 08 giugno 2015
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