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La Tre Valli di Guidi: “Con quella vittoria volai al Mondiale”

Verso la gara della Binda: intervista al corridore toscano che vinse nel 1996 a Casale Litta davanti a Tafi. «Ricordo quel giorno come fosse oggi»

ciclismo fabrizio guidi

È stata una delle sue prime vittorie da professionista. E dopo 19 anni rimane uno dei suoi ricordi più belli. Fabrizio Guidi, corridore toscano di classe 1972, ha vinto la 76esima edizione della Tre Valli Varesine nel 1996, 200 chilometri da Luino a Casale Litta. Un successo che consacrò l’atleta di Cascine di Buti tra i giovani emergenti del ciclismo italiano, nello stesso anno in cui conquistò la maglia verde e la maglia blu al Giro d’Italia.

Poco dopo si ritrovò nella lista dei convocati del commissario tecnico Alfredo Martini per i campionati del mondo di Lugano. Il punto più alto di una carriera proseguita fino al 2005. Dal 2008 invece Guidi è direttore sportivo. Ha esordito nella Nippo-Endeka, per poi passare alla Tinkoff-Saxo dal 2011 al 2014, mentre oggi lavora per il Team Cannondale-Garmin.

Quanto è stata importante per lei la vittoria alla Tre Valli Varesine?
«Tantissimo, perché era una delle corse più importanti della stagione agonistica, una gara di spessore dove tutti volevano fare bene. Oggi a causa dei cambi di calendario e delle programmazione diversa del World Tour ha perso un po’ del suo fascino».

È una corsa che vale meno rispetto al passato?
«Resta una grande classica alla quale sono legatissimo, ma prima era un appuntamento molto sentito perché si correva a fine agosto, a ridosso dei campionati mondiali. Era una sorta di preselezione per entrare in Nazionale, mentre ora le due competizioni sono praticamente in concomitanza. Spero che possa tornare ai livelli di un tempo e sono felice di vedere tra i partenti corridori del calibro di Aru e Nibali, è davvero un bel segnale».

Come andò la Tre Valli del 1996?
«Lo ricordo come se fosse ieri: soffrii tantissimo nella prima parte, poi però riuscii a rifarmi sotto e nel circuito finale mi ritrovai in un gruppetto a 3 insieme ad Andrea Tafi e Massimo Donati e vinsi nella volata finale. È stata un’edizione storica anche perché nei primi cinque posti arrivarono cinque toscani. Tafi chiuse secondo, Donati terzo, Casagrande quarto e Lelli quinto».

Cosa ne pensa del percorso di quest’anno?
«Sembra molto impegnativo, con un paio di strappi davvero interessanti. «È molto bello il circuito finale dei 9 giri a Varese, dove credo che ci sarà tanto pubblico. Per una corsa è sempre positivo passare in città come Varese, dove c’è una grande tradizione ciclistica e un pubblico appassionato».

Il suo Team Cannondale-Garmin non è tra le squadre al via, come affrontate il finale di stagione?
«Ci stiamo preparando per tre appuntamenti, la Milano-Torino, il Giro del Piemonte e il Giro della Lombardia: proveremo a chiudere in bellezza il 2015».

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Pubblicato il 28 Settembre 2015
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