“Troppi piccioni, ho i polmoni pieni dei loro escrementi”

Esami medici hanno diagnosticato la situazione di Girolamo Guastella che scrive al comune: "Fate bonificare la zona come richiesto dall'Asl"

Troppi piccioni a Gazzada

Da tre anni vivono a contatto con i piccioni che hanno trovato casa in un sottotetto vicino alla loro abitazione. E lui, l’uomo di casa, 68 anni, ha contratto una malattia dovuta agli escrementi prodotti dagli uccelli che, una volta essiccati, si disperdono nell’aria. Succede a Gazzada Schianno, in via Volta, e Girolamo Guastella è appena tornato dall’ospedale dove gli hanno fatto un esame togliendoli ben 10 centimetri di polmone, proprio a causa di questa situazione. Ora dovrà sottoporsi ad altre cure, ma chiede che il Comune intervenga in maniera decisa a risolvere la situazione perché “i piccioni stanno invadendo tutto il paese”.

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Nei giorni scorsi, infatti, la famiglia Guastella ha scritto una nuova lettera al comune chiedendo, ancora, che intervenga per far bonificare l’area, come già sottolineato dall’Asl nel mese di giugno. La situazione riguarda quindi l’ultimo piano di di una casa di via Volta, dove c’è un sottotetto disabitato in cui, fino a poco tempo fa, c’erano le finestre aperte dove entravano i piccioni. Qualcuno, nel corso degli anni, ha dato loro da mangiare, e col tempo sono aumentati di numero. I Guastella ne hanno contati almeno una cinquantina. 

Facendo un sopralluogo sul posto, si sente il verso di numerosi piccioni provenire dalla zona della casa. Per strada ci sono piume ed escrementi e permane un forte odore. Inoltre, nel vicino parcheggio, vi sono numerosi corpi di piccione schiacciati dalle auto e in decomposizione da tempo.

La lettera scritta dai Guastella nel 2014

L’azienda sanitaria ha effettuato un sopralluogo nel giugno 2015 e ha poi inviato una lettera al comune dicendo esplicitamente cosa andasse fatto: «Procedere nel minor tempo possibile alla rimozione di eventuali escrementi dei volatili dagli edifici, effettuando accurate operazioni di santificazione degli stessi e delle aree esterne di pertinenza; prevedere la chiusura di ogni eventuale luogo utile alla nidificazione dei piccioni mediante idonei accorgimenti tecnici utili ad impedire la penetrazione dei volatili. Risanare periodicamente gli ambienti con eventuale disinfestazione qualora si evidenzi la presenza di parassiti legati alla problematica segnalata».

La famiglia Guastella vive nell’appartamento di fronte a questo edificio: «Abbiamo fatto nuovi esami medici, come l’ultimo che ha portato all’asportazione di parte del polmone di mio  marito – racconta la moglie Anna -, ora hanno chiuso alcune entrate, ma i piccioni continuano a venire, alcuni vicini danno anche loro da mangiare. Non è stata fatta nessuna operazione di bonifica nel sottotetto: è pieno di escrementi che, seccandosi, finiscono nell’aria. Mio marito è allergico e se continua così potrà solo peggiorare. Per questo abbiamo scritto una nuova lettera al comune, chiedendo di intervenire».

Troppi piccioni a Gazzada

«La mia grave situazione di salute è certificata con documentazione medica e ospedaliera – spiega Girolamo -, a causa di una polmonite interstiziale dovuta a escrementi di piccioni inalati. Mi è stato riferito dalla Polizia Locale a voce che il proprietario del fatiscente sottotetto dove si annidano i piccioni a 5 metri di fronte la mia abitazione, è intervenuto ponendo un piccolo reticolato all’interno del sottotetto, causando però un peggioramento della situazione, in quanto i piccioni continuano a posarsi sporcando maggiormente il muro e la strada sottostante. Inoltre, a quanto pare, non è stata eseguita nessuna bonifica come richiesta dall’ASL di competenza. Ora devo fare delle cure pesanti che potrebbero danneggiare altri organi».

«Dalla lettera del distretto di Sesto Calende che mi è giunta il 30 giugno 2015 per conoscenza – si legge nella nuova missiva che i Guastella hanno inviato al comune nei giorni scorsi -, gli interventi dovevano essere immediati con la responsabilità anche del comune che sarebbe dovuto intervenire (ma quando?). È diventata una emergenza per la salute pubblica. Come già descritto nella prima documentazione sono costretto a prendere ulteriori provvedimenti per tutelare la mia salute ( il medico ovviamente consiglia di cambiare zona) il paese oramai è invaso di piccioni».

Abbiamo cercato il sindaco Cristina Bertuletti per avere una risposta sulla situazione, ma ad oggi, venerdì mattina, non siamo riusciti a entrare in contatto col primo cittadino.

di manuel.sgarella@varesenews.it
Pubblicato il 23 ottobre 2015
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Commenti

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  1. Scritto da barbara_manzatoguastella

    ringrazio varesenews per l’aiuto e la disponibilità e speriamo che questo messaggio arrivi a far sentire anche i sordi!

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