Bando ancora deserto. Legambiente: “Dubbi di legittimità”

Nessun privato ha risposto al finanziamento dell'opera autostradale e l'associazione ambientalista torna all'attacco di Pedemontana: "Opera inutile e costosa, dubbi di legittimità sulla gara"

autostrada pedemontana

Di nuovo le banche prendono tempo e fallisce la seconda proroga del bando di gara che avrebbe permesso alle casse di Pedemontana di racimolare i soldi per restituire il prestito ponte di 200 milioni di euro che scadrà il 16 gennaio 2016. La gara è stata prorogata, per la seconda volta dopo che la stessa situazione si era verificata lo scorso 27 settembre, al 4 dicembre prossimo.

A sottolineare la preoccupazione per la situazione è Legambiente Lombardia attraverso il suo responsabile trasporti Dario Balotta e del presidente Barbara Meggetto: «Non è ancora chiaro chi pagherà gli sconti tariffari: il tentativo della Regione è quello di addossare allo Stato i mancati introiti di una disastrosa gestione dei pedaggi delle tangenziali di Como, di Varese e della tratta brianzola» – scrivono in una nota congiunta di due esponenti del Cigno Verde lombardo.

«Si conferma una volta di più che Pedemontana è l’investimento più sbagliato per affrontare i gravi disagi che affliggono i viaggiatori della Brianza e del Varesotto – dichiara Barbara Meggetto presidente di Legambiente Lombardia – un’opera dimensionata in modo eccessivo per una domanda che non è di tipo autostradale, ma chiede connessioni locali per superare i nodi di congestione. Se non ci sarà un profondo ridimensionamento dell’opera, Pedemontana rischia di diventare un gigante zoppo, incombente con tutto il peso dei suoi cantieri su un territorio ad altissima densità insediativa, senza offrire nessuna prospettiva di risoluzione dei disagi, ed anzi peggiorando le criticità esistenti».

Su tutte le incognite incombe poi l’incertezza del contratto con Strabag (il potente costruttore austriaco che ha avuto l’affidamento dei lavori) che ha notificato un costo aggiuntivo dell’opera di 2,3 miliardi su 3,4 di costo complessivo (in gergo tecnico riserve), cioè il 150% dei costi dei lavori in più di quanto previsto: «Le banche non credono nel progetto che ritengono vecchio, costoso e non profittevole e, memori della deserta BreBeMi, temono che l’investimento non rientri con i soli ricavi dei pedaggi che nessuno vuole più pagare» – sostengono ancora Balotta e Meggetto.

Legambiente, infine, si sofferma sulla legittimità dell’asta pubblica che – sostiene l’associazione ambientalista – escludeva proroghe e una trattiva privata, come quella che invece si sta svolgendo con il pool di banche creditrici. La cordata di banche è guidata da Banca Intesa con UBI, Unicredit, BPM e MPS, esposte per 200 milioni di credito già erogato e speso. Emerge quindi che Pedemontana sta trattando con un solo interlocutore, non si è più di fronte ad una vera gara ma, nei fatti, ad una trattativa privata».

«Su una simile procedura sorgono molti dubbi di legittimità – dichiara Dario Balotta, responsabile trasporti dell’associazione – e le conseguenze rischiano di essere disastrose in termini di lievitazione dei costi finanziari e delle condizioni imposte, per questo motivo Legambiente segnalerà l’episodio alla Autorità nazionale Anticorruzione presieduta da Cantone».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 novembre 2015
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