Confcooperative ai sindacati: “Quella di Ryanair non è una falsa cooperativa”

Confcooperative chiede ai sindacati di rinunciare all'agitazione per protestare contro la cooperative scelta da Ryanair per i servizi Handling. "No alla protesta ideologica, l'impresa scelta è seria e applica il contratto nazionale"

mario frangi confcooperative insubria

«Confrontiamoci sull’handling, non ci sono solo false cooperative: la cooperativa scelta da Ryanair è seria e siamo pronti a fare da garanti». Confcooperative scrive ai sindacati, chiedendo di sospendere l’agitazione proclamata – da confederali, autonomi e sigle di base – per il prossimo 5 novembre: un’assemblea e un corteo convocati dal sindacato per protestare contro l’ingresso di una cooperativa nel mondo dell’handling.

«No, non è uno sciopero per la “dignità dei lavoratori”, come recita il volantino. È uno sciopero contro la realtà e contro l’evidenza. Contro il lavoro e contro una buona impresa», dice Mauro Frangi, presidente di Confcooperative Insubria (area di Varese e Como). Una presa di posizione netta, chiara, quasi dura, ma che invita anche a confrontarsi apertamente, riconosce al sindacato i meriti di un’azione di denuncia sulle false cooperative, chiede – appunto – di valutare il caso specifico.

Il punto di partenza è l’arrivo in brughiera di Ryanair, con quattro nuove rotte e un investimento su Malpensa che – premette Confcooperative – significa anche posti di lavoro. Ed è qui che l’associazione chiede di valutare la situazione nello specifico: «Ryanair affida i servizi di terra a una cooperativa. Una cooperativa con cui da anni collabora positivamente e con successo in numerosi aeroporti italiani. Trentacinque nuovi posti di lavoro in più. Il Sindacato proclama uno sciopero. Per il semplice fatto che quei nuovi posti di lavoro sono all’interno di una società cooperativa. Uno sciopero ideologico e senza guardare le cose per quello che sono. Ci siamo battuti per molti anni – spesso da soli – contro le false cooperative. Nei mesi scorsi abbiamo raccolto firme tra i cittadini per una proposta di legge di iniziativa popolare. Una proposta di legge che la settimana scorsa è stata fatta propria anche dal Consiglio Regionale della Lombardia, la regione più avanzata del Paese. Il Sindacato Confederale è stato al nostro fianco in questa battaglia. Urgente soprattutto su un territorio come il nostro, in cui – a Malpensa, nell’area Cargo in particolare – si sono conosciute alcune tra le pagine peggiori. Mai più false cooperative. Lo abbiamo detto noi per primi e a voce più alta. Mai più illegalità, lavoro nero, evasione contributiva e fiscale.

«Ma tutto questo non ha nulla a che vedere con la vicenda di cui stiamo parlando. Prima di lanciare parole d’ordine e proclamare scioperi bisognerebbe informarsi e guardare in faccia la realtà. Perché la cooperativa in questione non è una falsa cooperativa e, soprattutto, è una buona impresa. Perché non siamo in presenza di “dumping sociale” o di sfruttamento del lavoro». Su che base dice questo, Confcooperative? «La cooperativa in questione opera da molti anni nel settore dell’handling aeroportuale in numerosi aeroporti italiani. E’ una delle poche realtà imprenditoriali in attivo in questo settore. Ha oltre 650 collaboratori, in parte soci lavoratori e in parte dipendenti. Tutti i collaboratori della cooperativa sono inquadrati con un contratto di lavoro subordinato sulla base del CCNL del settore. Si proprio il contratto collettivo nazionale di settore firmato dai sindacati maggiormente rappresentativi. Quel contratto che la cooperativa applica a tutti i suoi collaboratori e, quindi, anche ai 35 nuovi assunti a Malpensa. Nessun dumping contrattuale, quindi. Nessun rapporto di lavoro illecito. Nessuno sfruttamento del lavoro. Solo un’impresa efficiente, capace di generare occupazione nel rispetto delle regole del mercato e dei contratti collettivi nazionali di lavoro. La cooperativa ha già invitato le Organizzazioni Sindacali del settore a un tavolo di confronto presso Confcooperative. Confcooperative Insubria – continua Frangi – è pronta a farsi garante della correttezza dei comportamenti dell’impresa, del suo pieno rispetto delle regole e della trasparenza dei rapporti sindacali».

Di qui l’appello diretto alle sigle promotrici dell’agitazione a Malpensa: «Ai dirigenti del Sindacato chiediamo di riflettere e di sospendere l’iniziativa di mobilitazione annunciata per il prossimo 5 novembre. Il confronto e il dialogo chiariranno che non esiste ragione alcuna per demonizzare quanto sta avvenendo. Mi aspetto una presa di posizione e un intervento chiarificatori dei Segretari Generali di Cgil Cisl e Uil. Perché sia fermata un iniziativa di mobilitazione che non ha alcun senso. A loro offriamo la massima disponibilità di Confcooperative Insubria e dell’impresa interessata ad un tavolo in cui verificare insieme le condizioni di impiego del lavoro all’interno della cooperativa. Abbiamo a cuore i medesimi valori: legalità, rispetto delle regole, valorizzazione del lavoro. Fermate le mobilitazioni ideologiche e ragioniamo insieme nel merito delle cose».

Da Confcooperative arriva anche un riconoscimento al sindacato di vase: «Ai sindacati di base, a cui riconosco di essere stati a lungo in prima fila nella battaglia contro le false cooperative a Malpensa,  chiedo la capacità di discernere e di guardare in faccia alla realtà. Mi piacerebbe – conclude Frangi – che questa sia l’occasione perché a Malpensa il lavoro e la buona impresa facciano un passo avanti. E lo facciano insieme».

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 02 novembre 2015
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