Il vivaio della Pallacanestro cresce con mental coach e raccolta fondi

Presentato a Bodio il progetto "Crescere Varese" voluto da Max Ferraiuolo e con Andrea Meneghin testimonial. Nasce la piattaforma per i tifosi-sostenitori

È uno dei crucci principali dei tifosi della Pallacanestro Varese: da troppo tempo chi ha i colori biancorossi nel cuore non ha l’occasione di sostenere, alla domenica pomeriggio, qualche giocatore nato e cresciuto nella Città Giardino. Gli ultimi che hanno giocato con qualche continuità sono stati Gergati, Passera e Martinoni ma le loro presenze con la Cimberio iniziano a essere datate e nessuno di loro gioca più in Serie A. progetto crescere varese basket pallacanestro

Un trend che dalle parti di piazza Montegrappa si vorrebbe invertire; da qualche mese la responsabilità del settore giovanile (che sta riallacciando qualche rapporto con la Robur dopo l’ennesimo divorzio di un anno fa) è passata a Max Ferraiuolo, uno dei volti più noti, appassionati e benvoluti della galassia biancorossa. Ed è proprio con l’ex playmaker della DiVarese che il vivaio prova a esplorare una serie di nuove strade, alcune delle quali sono state presentate ieri sera al “Gaggio” di Bodio Lomnago in un incontro dal titolo evocativo: Crescere Varese.

Con un testimonial d’eccezione come Andrea Meneghin – uno dei grandissimi del passato, cresciuto nel vivaio e diventato campione in maglia biancorossa – che ha messo a disposizione la propria storia e le proprie “mani” (la parola chiave della campagna lanciata dal club), sono infatti state spiegate due innovazioni che promettono di avere sempre più spazio nel settore giovanile della Pallacanestro.

LA RACCOLTA FONDI – Il club biancorosso lancia da ora un progetto di raccolta fondi a favore del vivaio: il primo obiettivo è quello di avere un mezzo di trasporto dedicato, in modo da favorire i tragitti dei ragazzi in direzione di Masnago. Lo strumento scelto è quello del crowdfunding, ovvero la raccolta di denaro via web attraverso una piattaforma specializzata e con un obiettivo chiaro. Il partner scelto per l’occasione è Triboom, rappresentato a Bodio da Alfonso Stefanelli e già attivo nel mondo delle società sportive. «La nostra piattaforma (https://www.triboom.com/pallacanestro-varese/) va oltre i tradizionali crowdfunding perché offre la possibilità di creare una comunità di tifosi che va oltre i semplici progetti di raccolta monetaria. Le persone hanno il proprio profilo, possono interagire con gli altri tifosi biancorossi presenti, pubblicare contenuti e andare oltre la semplice donazione». Donazione che ha diversi “tagli” (dai 5 ai 250 euro) e viene ricompensata con i cosiddetti rewards, e cioè regali che vengono inviati ai singoli sostenitori.

IL MENTAL COACH – Da quest’anno, oltre a una piccola ma funzionale palestra per i pesi e due preparatori atletici ad hoc, le squadre più “alte” del vivaio hanno a disposizione un mental coach, Domenico Giordano, che ha portato a Masnago il suo progetto “La valorizzazione del giovane talento”. «Con questo sistema – spiega lo stesso Giordano – coinvolgiamo allenatori, ragazzi e genitori per crescere i giovani giocatori nel modo migliore. L’obiettivo è quello di arrivare a creare qualche prospetto in grado di andare in Serie A, ma chi fisiologicamente non arriverà a quei livelli avrà ugualmente una preparazione, un’apertura mentale, per fare strada come uomo, nel mondo del lavoro e nelle proprie sfide personali». Il mental coach seguirà i giovani biancorossi durante partite e allenamenti ma anche con colloqui individuali in studio: «Attorno a loro costruiamo una “palestra a 360°”, fatta non solo di allenamento fisico ma anche di preparazione mentale». E non è detto che nel medio termine questo sistema non possa portare anche benefici economici: «Sempre più aziende avvicinano il mondo dello sport per trovare profili adatti alle loro esigenze: preparare i ragazzi può servire a tutti. Ai giocatori, alle imprese ma anche alla società che può sottoscrivere accordi con chi vuole investire in questa direzione».

Damiano Franzetti
damiano.franzetti@varesenews.it

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Pubblicato il 17 Novembre 2015
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