Innovazione e creatività: il “Made in Italy” protagonista alla Liuc

Uno sguardo inedito sul Made in Italy, attraverso una riflessione sui suoi legami con il Territorio. E' questo l'obiettivo dell'incontro organizzato per giovedì alla Liuc

L'open day della Liuc

Uno sguardo inedito sul Made in Italy, attraverso una riflessione sui suoi legami con il Territorio. Un viaggio nella storia dei settori di eccellenza italiani (design, motori, moda) attraverso i filmati storici presentati dall’Archivio del cinema industriale e della comunicazione d’impresa della LIUC – Università Cattaneo in un convegno aperto al pubblico, inserito nel programma della Settimana della cultura d’impresa 2015, promossa da Confindustria.

L’appuntamento è per giovedì 19 novembre alla LIUC dalle ore 15.00. Durante il convegno verranno proiettati documentari storici provenienti dalla Mediateca dell’Archivio del cinema industriale e messi a disposizione da Istituto Luce Cinecittà e Riva – Ferretti Group. Il Made in Italy è un concetto che difficilmente può essere ridotto a una formula astratta: perché le imprese italiane hanno successo in alcuni settori? Quali sono i tratti comuni di operatori apparentemente tanto diversi?

I diversi modi in cui l’innovazione e la creatività prendono forma nel Made in Italy saranno approfonditi concentrando l’attenzione sulla Lombardia, la regione più industrializzata d’Italia, che mantiene il suo ruolo tradizionale nei settori che tutt’oggi sostengono la competitività del Paese. Il congegno sarà aperto da un saluto del professor Federico Visconti, nuovo Rettore della LIUC – Università Cattaneo, a cui farà seguito un intervento di Riccardo Comerio, Presidente dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese e Amministratore delegato della Comerio Ercole Spa, un’azienda fondata dalla sua famiglia nel 1885, un vero e proprio esempio della straordinaria longevità del Made in Italy nel settore meccanico.

Il professor Valerio Castronovo, Presidente dell’Archivio del cinema industriale, introdurrà l’argomento della Giornata con una riflessione su come il Made in Italy, un fenomeno che si ha la tendenza a considerare una recente innovazione, abbia in realtà radici profonde nella storia nazionale. Particolare attenzione verrà data a quello straordinario momento che fu il Miracolo economico (i decenni 1950-60): già durante gli anni del Boom si parlava di Made in Italy, anche se con modalità molto differenti da quelle di oggi, come verrà mostrato attraverso un documentario realizzato dall’Istituto Luce nel 1953 (Made in Italy – Fabbricato in Italia).

La relazione fra gli imprenditori più innovativi e i designer – in particolare quelli legati agli ambienti del Politecnico e della Triennale di Milano – fu uno degli elementi di successo del Made in Italy nella seconda metà del Novecento. Il tema sarà approfondito dalla relazione della professoressa Raimonda Riccini, docente di Storia del design presso l’IUAV di Venezia, che commenterà anche un approfondimento video sul valore del design italiano realizzato dalla Federlegno nei primi anni Ottanta (Dal cucchiaio alla città).

Che cosa unisce realtà a prima vista lontane come quelle dei bolidi Alfa Romeo, degli “utilitari” ciclomotori Innocenti, degli esclusivi motoscafi Riva, dell’aeronautica varesina e di molte altre imprese “motoristiche” lombarde (auto, motociclette, trattori, elicotteri…)? Il comune terreno di crescita di esperienze apparentemente molto diverse sarà al centro dei video e delle riflessioni presentati dall’intervento di Daniele Pozzi, docente di Heritage and Competition nel percorso “Management of Made in Italy” della Laurea Magistrale in Economia Aziendale e Management della LIUC (un’iniziativa proposta interamente in lingua inglese e che vuole approfondire il fenomeno del Made in Italy e le radici della competitività delle sue imprese, approfondendo le sfide imprenditoriali, manageriali e di sistema che lo caratterizzano, gli stili gestionali prevalenti e la cosiddetta “Italian way of doing business”).

Anche la moda è ovviamente protagonista nella riflessione sul Made in Italy. Immagini di sfilate d’epoca faranno da complemento agli interventi di Elisabetta Merlo, docente di Storia economica presso l’Università Bocconi e di Rita Airaghi, direttrice della Fondazione Gianfranco Ferrè di Milano e già responsabile della comunicazione per la maison del grande stilista. La prima relazione presenterà una ricostruzione delle varie tappe che, a partire dal Dopoguerra, hanno condotto la moda italiana a diventare un fenomeno globale. Il successivo contributo approfondirà invece uno dei momenti di maggiore prestigio dell’Italian Fashion, l’ascesa del fenomeno del prêt-à-porter, attraverso una testimonianza diretta concentrata sull’avventura artistica e imprenditoriale di uno dei principali protagonisti di quella straordinaria stagione, Gianfranco Ferrè.

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Pubblicato il 17 Novembre 2015
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