Alfieri sulle nomine: “Nuovo metodo ma solita spartizione partitica”

Intervento del segretario regionale del Partito Democratico dopo la comunicazione sulle scelte della Regione sui vertici sanitari

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«Grazie alla nostra ostinazione agostana c’è stata un’innovazione importante nella selezione dei direttori generali, però il lupo perde il pelo ma non il vizio: tra i superstiti del quizzone si è svolta la solita spartizione di natura partitica, questo è evidente a tutti». Così il segretario e consigliere regionale del Pd, Alessandro Alfieri, commenta le nomine dei direttori generali delle otto ATS, delle ventisette ASST e dell’Agenzia di Emergenza Urgenza in cui è articolata la sanità lombarda dopo la riforma approvata lo scorso agosto.

Le nomine sono state rese note dal presidente della Regione, Roberto Maroni, durante una conferenza stampa sabato mattina, 19 dicembre. «Metà dei nominati sono di area Lega  – prosegue Alfieri – e la restante parte divisa tra Forza Italia ed NCD più uno riconducibile a Fratelli d’Italia. Ancora si fa fatica ad entrare in una logica davvero di selezione fatta in base al merito e non per affiliazione politica. Il nuovo metodo di selezione, inserito per volontà del Pd che insieme alle opposizioni ottenne l’introduzione di alcuni elementi in legge in cambio del ritiro dell’ostruzionismo, ha portato alla selezione da parte di una commissione terza di un centinaio di nomi. Tra questi la giunta regionale ha effettuato le sue scelte. Delle 36 nomine, 14 sono in quota Lega e Lista Maroni, 11 Forza Italia, 9 Ncd e 1 Fratelli d’Italia. Per la provincia di varese sono stati riconfermati Paola Lattuada per l’ ATS dell’ Insubria e Callisto Bravi per l’ ASST dei 7 laghi, mentre per l’ ASST Valle Olona è stato nominato Giuseppe Brazzoli».

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Manuel Sgarella
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Pubblicato il 19 Dicembre 2015
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