Nel 2016 biglietto aereo più caro di 2,5 euro

È l'aumento della tassa d'imbarco. Che però non finisce nelle casse dei Comuni, ma nella "cassa integrazione d'oro" del settore aereo

Malpensa Generiche

Dal 1° gennaio 2016 volare in aereo diventa più caro. Aumenta, infatti, una delle voci che compongono il prezzo finale, quella delle tasse d’imbarco: 2,5 euro in più a passeggero, che si pagheranno appunto dal primo giorno dell’anno nuovo, esclusi solo i voli interni.

La nuova tassa pesa sui biglietti, ma non porterà risorse aggiuntive neppure ai Comuni aeroportuali, quelli che si ritrovano a convivere con l’aeroporto: i proventi dell’aumento sono infatti destinati a finanziare per i prossimi tre anni (fino al 2018) il Fondo speciale che garantisce ammortizzatori sociali aggiuntivi ai lavoratori del trasporto aereo (nato nel 2004 come salva-Alitalia). Il nuovo aumento era stato deciso con la legge 9 del 21 febbraio 2014  “Destinazione Italia” , ma è stato reso operativo solo con un decreto dell’ottobre scorso.

«Si chiama addizionale comunale, ma è una presa in giro» commenta Mauro Cerutti, che è presidente di ANCAI (l’associazione nazionale dei Comuni aeroportuali) e sindaco di Ferno, paese che ha ceduto all’aeroporto il 58% del proprio territorio. «Siamo alla vergogna, abbiamo toccato al fondo della moralità: non si può far pagare ai passeggeri i debiti altrui. Finiremo come con la benziona: le tasse che pesano più del valore d’acquisto». Per i Comuni la tassa aeroportuale resta una beffa perché da anni, nonostante le risorse incamerate, i soldi non arrivano più sul territorio: «Hanno stanziato 2 milioni 2mila euro per tutti i Comuni aeroportuali d’Italia, su 17 e più incassati dallo Stato» continua Cerutti. Gli enti locali da anni sono in lotta con Roma – indipendentemente dal governo in carica – per riuscire a incassare le risorse che spettano di legge: l’ultima speranza è ora la “trattazione assistita”, che porterà Comuni e governo a sedersi intorno a un tavolo per “patteggiare” una cifra credibile, che dia qualche certezza agli enti locali.

Per il resto, rimane l’aumento che peserà sui biglietti: l’addizionale sale complessivamente da 6,5 euro a 9 euro, con un’incidenza sempre più alta sul prezzo finale di ogni volo. «Rischia di deprimere ulteriormente lo sviluppo del turismo» ha avvertito Assoaeroporti, l’associazione di categoria dei gestori aeroportuali. «Secondo analisi effettuate da IATA (International Air Transport Association), l’incremento della tassazione indiretta sui biglietti aerei genera ricadute dirette sui volumi di passeggeri e di movimenti aerei».

L’Osservatorio Nazionale Liberalizzazione dei Trasporti ha annunciato un esposto all’Autorità di Regolazione dei Trasporti: «Una gabella che si aggiunge alle già alte tasse aeroportuali che renderà ancor meno competitivo il già inefficiente sistema aeroportuale nazionale» dice Dario Balotta, sottolineando che le risorse finiranno a finanziare la “cassa integrazione d’oro” di alcune categorie aeroportuali.

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

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Pubblicato il 30 Dicembre 2015
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