Ballardin: «Ripristinare la verità dopo così tanto fango»

Sabato prossimo una conferenza stampa in Comune alla presenza del legale del sindaco. “Campagna di sciacallaggio attraverso un'azione politica di basso livello”

Gianpietro Ballardin

Il sindaco di Brenta Gianpietro Ballardin parla a mezzo stampa il giorno dopo la revoca dei domiciliari seguiti al suo arresto con l’ipotesi di favoreggiamento e falso in atto pubblico.

Sollecitato ad un commento, preferisce indire una conferenza stampa che si terrà sabato 23 gennaio alle ore 11,00 presso il comune di Brenta alla presenza del suo legale, l’avvocato Marco Mainetti.

Ma, nel frattempo, Ballardin interviene. E lo fa con un commento legato al clima creatosi attorno al suo arresto, che si è sovrapposto ad un’altra “crisi” politica dovuta a un sindaco: il caso Quarto.

Di oggi le dimissioni del sindaco Rosa Capuozzo, espulsa dal Movimento Cinque Stelle, stesso partito che all’indomani dell’arresto di Ballardin inscenò una protesta sotto la sede del palazzo comunale di Brenta lanciando in rete, su twitter, una dura campagna contro Ballardin, promossa con l’hashtag #ballardindimettiti.

«La conferenza di sabato ha lo scopo di ripristinare la verità dopo così tanto fango – scrive Ballardin, rimasto in carica come primo cittadino, ma dimessosi dal ruolo di Presidente del consorzio di polizia del Verbano -. Mi auguro che vorrete partecipare per conoscere le ragioni e le motivazioni di un provvedimento su cui si è voluta compiere un’azione di sciacallaggio di particolare e immotivata gravità, strumentalizzando attraverso un’azione politica di basso livello la difficile azione dei sindaci che vivono quotidianamente una condizione di frontiera a scapito di un mero calcolo sviluppato a fini elettoralistici».

«L’amaro commento è che vogliono governare un paese quando non riescono a comprenderne le ragioni e le motivazioni – scrive Ballardin – . Comincino realmente dal basso, come facciamo noi sindaci che senza nessuna retribuzione ci assumiamo incarichi senza nessun titolo onorifico e molto spesso in forma volontaria, per cercare di dare supporto e aiuto reale ai cittadini che quotidianamente bussano alle nostre porte».

«Tropo facile la vita di questi sapientoni giustizialisti che vivono il duro lavoro di una vita parlamentare fatta solo di rifiuti e di scarso senso dello Stato – conclude il sindaco – , così come quotidianamente è dimostrato dalla loro disdicevole azione caratterizzata da cagnara e da un cattivo esempio di immagine, che possa dimostrare una reale capacità di attenzione ai gravi problemi che noi cittadini quotidianamente viviamo nelle nostre piccole ma dignitose realtà».

di mariangela.gerletti@varesenews.it
Pubblicato il 21 gennaio 2016
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