“Dalla metropoli al paese, così il Giallo italiano vive un momento di successo”

Sara Magnoli, giornalista e scrittrice di gialli, presenterà l'incontro di questa sera con Maurizio De Giovanni e Gianni Biondillo. "In Italia una buona scuola fin da Scerbanenco, ora in particolare"

Sara Magnoli

Il romanzo giallo conquista sempre più gli italiani, basta andare in qualunque libreria o biblioteca per trovare ogni volta più titoli. E a fianco ai grandi classici, a fianco dell’onda scandinava (cresciuta sull’onda del successo di Stieg Larsson), c’è anche lo spazio sempre più ampio guadagnato dal giallo italiano, con un numero di autori crescente e ambientazioni che attraversano e raccontano un po’ tutta l’Italia. Tra i protagonisti in provincia di Varese c’è Sara Magnoli, premiata anche in alcuni festival italiani (a Garfagnana in giallo tra i vincitori  c’era anche Emiliano Bezzon, samaratese e comandante della Polizia Locale di Varese).

Il giallo sta vivendo un momento di particolare fortuna. Perché?
Il giallo ha sempre avuto successo, credo – per quello che vedo, che leggo e che viene pubblicato – che il giallo italiano stia vivendo un ottimo periodo. Grazie soprattutto a degli scrittori che sanno scrivere bene il giallo: abbiamo veramente dei libri che non sono semplicemente il dispiegarsi di un mistero e di un’indagine, ma che sanno essere pagine di poesia. Gli stessi Biondillo e De Giovanni, oggi a Gallarate, sono esempio: De Giovanni nei suoi interludi apre degli spaccati descrittivi di straordinaria dolcezza su Napoli , Biondillo con uno stile più diretto offre uno sguardo su Milano che te la aprono davanti agli occhi.
E ancora i bolognesi: Katia Brentani, Lorena Lusetti, Roberto Carboni, Fabio Mundadori, dico i più recenti di una Bologna capitale del giallo, già con Macchiavelli e Lucarelli. Alessandro Reali dipinge il paesaggio pavese. E ancora Valerio Varesi, Roberto Van Heugten, Gino Marchitelli, Piera Carlomagno e Lucia Ingrosso. Nei loro libri danno sì la vicenda del giallo, ma anche pagine di grande letteratura. Questo è bello, perché il giallo è sempre stato letteratura del popolo, che raggiunge il poplo, forse perché offre quel che il popolo cerca, anche di profondo: ora che la scienza sembra poter spiegare tutto, poter indagare la psicologia dietro un comportamento o un crimine è interessante per ognuno. Il periodo è fortunato: abbiamo avuto una buona scuola, fin da Scerbanenco, ora sta prendendo sempre più piede».

Crescono anche i festival…
«Attraverso i festival si conoscono gli autori, ma si scoprono anche vere e proprie chicche di autori che non si possono ridurre ad autori locali, anche se ambientano le vicende in contesti magari molto ristretti»

In questo il giallo conosce una fioritura anche come racconto della provincia italiana o sbaglio?
«Fa conoscere le metropoli, a partire da Milano, ma anche le città di provincia come Bologna e città e più piccole, fino ai paesi, per esempio la Lomellina divenuta così importante. Città e paesi diventano sempre più protagonisti del giallo e non soltanto sfondo: clima, persone e ambienti contribuiscono a creare uno dei personaggi, anche la cronaca quotidiana insegna che l’ambiente conta molto, nei delitti».

Perchè hanno successo i festival del giallo, anche di piccole dimensioni?
«Sono stata invitata e ospite al festival Giallo Ferrara, a Lomellina in giallo e a Rivarone in giallo nel Monferrato: avendoli vissuti dall’interno, ho voluto tornare anche “da esterna”, perché offrono una grande ricchezza di confronti. A Garfagnana in giallo ho vinto nella sezione e-book con Se un cadavere chiede di te: anche lì si conoscono molti autori. Dico: andate a seguirli perché sono interessanti e offrono la possibilità di ascoltare e leggere autori da cui imparare»

Come sei diventata una giallista?
Il primo a dieci anni, sulle pagine di un quaderno di scuola, non so neppure dove sia finito. Tutti abbiamo un sogno nel cassetto, il mio era di fare la serial killer: visto che era troppo pericoloso, ho ripiegato sul giallo. Scherzo: posso dire che indagare i fatti mi è sempre piaciuto, anche il mestiere di giornalista in questo senso è un po’ figlio del lavoro di indagare sui fatti.

Quando hai scritto il primo giallo?
Quello sul quaderno delle elementari o il primo serio? Il primo serio nel 2005, quello che poi è diventato “Se un cadavere chiede di te!, ma poi è rimasto nel cassetto per anni. Il primo pubblicato nel 2013, “Rapina nella villa del silenzio” per ragazzi, “Se un cadavere chiede di te” per gli adulti. Ma anche racconti con sfondo di mistero.

Prossimi tuoi lavori?
«È terminato e in fase di revisione tecnica il secondo capitolo di Se un cadavere chiede di te: seconda puntata delle strampalate avventure in giallo di Lorenza Maj: chissà se torna a fare la gornalista o resta a fare la centralinista, chissà se andrà avanti il suo strampalato amore con Maximilian. C’è comunque una novità importante: se nel primo romanzo non c’era un’ambientazione e una città a cui riferirsi, questa volta avrà un’ambientazione precisa, sarà ambientato tra Busto Arsizio e le “aree delocalizzate” intorno a Malpensa, le case abbandonate che certo ben si prestano al mistero. Tutto inventato, tranne la particolare ambientazione: ho cercato di ricostruire l’atmosfera, di Busto e Gallarate, delle case divenute disabitate, del loro passato dimenticato, il territorio com’era prima.
Sto lavorando poi anche a un libro per ragazzi: una serie di racconti che parte da flash di ricordi di bambini in guerra; dai semplici ricordi della Seconda Guerra fino alle immagini dei conflitti che vediamo oggi. C’è anche un racconto a cui tengo molto: un racconto che parte dal ricordo che ha mio padre di suo zio, che era uno dei Cinque Martiri (giovani partigiani fucilati nell’inverno 1945). È un racconto comunque romanzato, ma meno che in altri episodi: mio padre si ricorda quando andò a trovarlo nella cascina dietro casa, lo vide in mezzo alla neve, mentre aspettava di partire per raggiungere i partigiani».

Sara Magnoli presenterà questa sera (mercoledì 13 gennaio, ore 21, Teatro Condominio) l’incontro con Maurizio De Giovanni e Gianni Biondillo, promosso da Libreria Biblos Mondadori e Comune di Gallarate. Tutte le info cliccando qui

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 13 Gennaio 2016
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