Merletti: “Sono le parti che dettano le regole per la contrattazione”

Secondo il presidente nazionale di Confartigianato devono essere le parti sociali ad accordarsi sulle regole. La bilateralità nel mondo artigiano ha funzionato

giorgio merletti

Giorgio Merletti, presidente nazionale di Confartigianato, ha spiegato a Labitalia (agenzia di stampa dedicata al mondo del lavoro) che «le regole della contrattazione vanno definite da un accordo tra le parti e non da una legge». Il dibattito che si è scatenato nell’ultimo anno tra Federmeccanica e sindacati circa i vari livelli di contrattazione (ricordiamo che la Fiom insiste per la centralità della contrattazione collettiva nazionale rispetto a quella di secondo livello), per gli artigiani è argomento del passato, considerato che le regole di contrattazione sono state definite in un accordo tra le parti ben undici anni fa. Si tratta di un contratto nazionale con cogenza di livello centrale e periferico, dove cioè nessun livello ha più peso dell’altro e dove la maggiorazione della retribuzione si gioca al secondo livello, inteso però come livello territoriale, regionale, e non aziendale.

L’accordo in tutti questi anni ha funzionato  «anche se stabilire una retribuzione a livello regionale – ha spiegato Merletti – può anche comportare problemi perché non tutti i territori sono omogenei. Tuttavia, ai tavoli si sono chiusi gli accordi e sicuramente è aumentata la sensibilità verso i temi del contratto da parte di entrambe le parti. Questo è potuto succedere anche perchè abbiamo alle spalle 20-25 anni di relazioni bilaterali».

Secondo il presidente di Confartigianato, per le micro imprese e le pmi la contrattazione aziendale è un problema perché viene complicata dal concetto di produttività ad essa legato. «Che cosa si intende per maggiore produttività? Non certo solo maggiore produzione – spiega Merletti -. Noi condividiamo già la distribuzione di risorse sia datoriali sia dei lavoratori nella bilateralità, a cui si è ora aggiunta la sanità integrativa. La produttività è molte cose ed è peculiarità della contrattazione di secondo livello definirla. Bisogna lasciare che le parti discutano e si accordino caso per caso, non che sia la legge a stabilirlo».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 12 Gennaio 2016
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