Bonus bebè: critiche dalle associazioni famiglie adottive

Il coordinamento Care delle famiglie adottive e affidatarie chiede di correggere al più presto l'errore che le discrimina

famiglia

Le Associazioni Familiari del Coordinamento CARE (Coordinamento di 34 Associazioni Familiari adottive e affidatarie) ritengono irricevibili  le argomentazioni del governatore della Lombardia Roberto Maroni in merito ai criteri di natalità usati per erogare il bonus bebè.

La famiglia che adotta realizza il diritto di un minore in stato di abbandono e in quanto tale ne garantisce la possibilità di nascita all’interno di una famiglia.

Le famiglie adottive nonostante contrastino attivamente la denatalizzazione, con l’ingresso in famiglia di uno o più figli, sono discriminate dalla regione Lombardia non vedendosi riconosciuti i diritti riconosciuti alle famiglie biologiche.  «Non siamo sostenute in nessun modo nonostante la nostra grande capacità di accoglienza rispetto a bambini che hanno spesso notevoli difficoltà».

Togliere il bonus bebè alle famiglie adottive significa discriminare i bambini che sono stati adottati con adozione internazionale e nazionale. In particolare i bambini adottati in nazionale vengono discriminati due volte, poiché il bonus bebè non viene assegnato né alle loro famiglie di origine né alle famiglie adottive.

Il Coordinamento CARE sollecita una veloce revisione di questo evidente errore.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 16 febbraio 2016
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