Il sopralluogo nel tratto di Oasi raso al suolo

Tecnici del comune e polizia locale e provinciale hanno effettuato i rilievi nell'area demaniale disboscata nei giorni scorsi. Il sindaco: "Un gesto gravissimo"

Sopralluogo all'oasi disboscata

I solchi delle ruspe sul terreno non lasciano dubbi su quanto è accaduto. Una vasta area dell’Oasi della Bruschera, il territorio protetto che si estende lungo la costa del Lago Maggiore nel comune di Angera, è stata completamente rasa al suolo (Leggi Uno “tsunami” sull’Oasi della Bruschera)

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Sopralluogo all'oasi disboscata 4 di 6

Questa mattina la polizia locale, i responsabili dell’ufficio tecnico, dell’autorità di bacino e della polizia provinciale si sono recati sul posto per effettuare un sopralluogo dopo che, nella giornata di ieri, è giunta la notizia del grande disboscamento avvenuto.

«È incredibile quello che è stato fatto – ha commentato amareggiato il sindaco, Alessandro Paladini Molgora -. È stato raso al suolo e interrato il canneto e sono sono stati tagliati molti alberi». L’area interessata è al confine con una proprietà privata, quella della ex Cariplo, ed è sottoposta a diversi vincoli ambientali proprio a tutela del patrimonio naturalistico che rappresenta. Si tratta di una superficie demaniale interna alla ZPS (Zona di protezione speciale) e al SIC (Sito di interesse comunitario) dei Canneti del lago Maggiore.

«Le istituzioni che si sono attivate oggi – prosegue Molgora – elaboreranno i propri rilievi e insieme presenteremo le nostre segnalazioni alla Procura della Repubblica. È stato compiuto un gesto gravissimo».

Per l’Oasi è un periodo tutt’altro che favorevole: soltanto due mesi fa ignoti hanno riversato nelle acque del lago, vicino a riva, circa 150 litri di gasolio. Il danno ambientale è stato contenuto soltanto grazie a un pronto intervento. In questo caso invece riportare la situazione a com’era in precedenza non sarà facile. Quella “piccola foresta” nostrana, regno di una fauna tipica e diversificata, ha accusato un altro duro colpo.

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Pubblicato il 08 febbraio 2016
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Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Nel 2016 possono arrivare delle ruspe, spianare tutto e nella indifferenza generale nessuno se ne accorge. Ovviamente poi non ci facciamo mancare un post su Facebook.

    Ho il vomito…veramente il vomito….e purtroppo anche se si troveranno i colpevoli non pagheranno in quanto in Italia il reato ambientale ormai è stato depenalizzato.

    A chi ha fatto questo gesto dico solo una parola: BESTIE

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