La Grande Ignis e Ivan Bisson inseriti nella “Hall of Fame” italiana

Il club e l'ex ala gialloblu insigniti della massima onoreficenza della pallacanestro nazionale. Con loro anche Boscia Tanjevic

derby basket ignis gamma robur 1972

La Pallacanestro Varese, e in particolare la sua “versione” 1970-79, sarà inserita nella Hall of Fame del basket italiano. Lo ha comunicato la Federbasket che ha reso noti oggi – martedì 2 febbraio – gli ingressi per l’anno 2015.

Oltre a quella che fu la Ignis-Mobilgirgi, la Hall of Fame accoglierà anche un giocatore che fece parte di quella squadra, Ivan Bisson, ala forte oggi 70enne che giocò con la maglia di Varese (nella foto in alto va a canestro in un derby contro la Robur et Fides) tra il ”70 e il ’78 vincendo cinque scudetti e quattro Coppe dei Campioni.

La FIP ha inoltre scelto altri nomi storici per le diverse categorie nelle quali è suddivisa la hall of fame nazionale: tra gli allenatori ci sarà Boscia Tanjevic, il coach che portò l’Italia sul tetto d’Europa nel 1999; tra le donne Bianca Rossi, tricolore nel 1981 a Treviso; nella sezione “Una vita per il basket” è infine stato nominato l’ex virtussino Achille Canna (due scudetti con la formazione bolognese).

La Hall of Fame della federazione è la massima onoreficenza nazionale per la pallacanestro; è stata fondata nel 2006 e comprende già molti personaggi legati a Varese. In particolare sono già stati eletti Vittori, D. Meneghin, Flaborea, Ossola, Gavagnin, Iellini, Bufalini, Della Fiori e Zanatta tra i giocatori. Nella categoria allenatori ci sono invece Gamba, Recalcati, Zorzi e Bianchini oltre al roburino Asti; il bustocco Aldo Albanesi è presente tra gli arbitri mentre nella categoria “Una vita per il basket” ci sono Toto Bulgheroni e Sandro Galleani. Infine, Vittorio Tracuzzi è citato “alla memoria“.

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 02 febbraio 2016
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Commenti

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  1. Scritto da libero2015

    una buona notizia che ci ricorda chi siamo stati; oggi solo partite da “mai dire canestro”, musica assordante prima, durante e dopo la gara, il palazzetto diventato un posto dove non si riesce a fare due parole con il vicino e a parlare di basket, un volontario in costume da galletto di una tristezza incommensurabile.
    se non possiamo avere giocatori di prima fascia almeno togliamo la musica, il galletto e le altre pagliacciate

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