Mutilazioni genitali femminili, almeno 200 milioni di donne coinvolte

Pubblicato il nuovo rapporto ONU sulle mutilazioni genitali femminili. La metà delle bambine e delle donne che hanno subìto la pratica vivono in 3 paesi: Egitto, Etiopia e Indonesia

mutilazioni genitali femminili

Secondo un nuovo rapporto Unicef pubblicato il 5 febbraio in occasione della Giornata Onu di Tolleranza Zero verso le Mutilazioni Genitali Femminili, sono almeno 200 milioni le donne e bambine che hanno subito mutilazioni genitali femminili in 30 paesi. Il rapporto Female Genital Mutilation/Cutting: A Global Concern mostra che la metà delle bambine e delle donne che hanno subìto la pratica vivono in 3 paesi: Egitto, Etiopia e Indonesia.

Secondo i dati del rapporto, tra tutte coloro che hanno subito mutilazioni, 44 milioni sono bambine e adolescenti fino a 14 anni; in questa fascia di età, la prevalenza maggiore è stata riscontrata in Gambia, con il 56%, in Mauritania con il 54% e in Indonesia, dove circa la metà delle adolescenti (con un età fino a 11 anni) hanno subito mutilazioni. I paesi con la più alta prevalenza tra le ragazze e le donne tra i 15 e i 49 anni sono la Somalia: 98%, Guinea: 97% e Djibouti: 93%. In molti paesi, la maggior parte delle donne hanno subìto mutilazioni genitali prima di aver compiuto 5 anni.

I dati del rapporto a livello globale mostrano che rispetto al 2014, circa 70 milioni di donne di bambine in più hanno subìto la pratica. Questo è dovuto alla crescita della popolazione in molti paesi e ai dati rappresentativi a livello nazionale raccolti dal Governo dell’Indonesia. Visto che è disponibile una maggior numero di dati sulla diffusione delle FGM, risulta che il numero totale di donne che ha subito le mutilazioni è in aumento. Nel 2016, sono 30 i paesi che hanno a disposizione dati rappresentativi a livello nazionale.

Nell’analisi sono compresi studi e racconti che forniscono prove sulle MGF come un problema globale dei diritti umani che colpisce le bambine e le donne in ogni regione del mondo. Le FGM si riferiscono al numero di mutilazioni/escissioni effettuate. Indipendentemente dalla forma praticata rappresentano una violazione dei diritti dei bambini.

«Le Mutilazioni Genitali Femminili differiscono a seconda delle regioni e delle culture, con alcune forme che provocano rischi per la vita di coloro che le hanno subìte. In ogni caso le FGM violano i diritti delle ragazze e delle donne. Noi tutti– governi, operatori sanitari, leader di comunità, genitori e famiglie – dobbiamo ampliare i nostri sforzi per eliminare definitivamente questa pratica», ha dichiarato Geeta Rao Gupta, Vice Direttore generale dell’UNICEF. «Determinare l’ampiezza della diffusione delle FGM è fondamentale per eliminare la pratica. Quando i Governi raccoglieranno dati e statistiche a livello nazionale sulle FGM vorrà dire che avranno maggiori strumenti per comprendere la diffusione della pratica e ampliare gli sforzi per proteggere i diritti di milioni di ragazze e donne» ha dichiarato Rao Gupta.

La spinta contro le mutilazioni genitali femminili sta crescendo. I tassi di prevalenza delle FGM tra le ragazze tra i 15 e i 19 anni sono diminuiti, con un 41% in meno in Liberia, un 31% in meno in Burkina Faso, 30% in Kenya e 27% in Egitto, rispetto agli ultimi 30 anni. Dal 2008, oltre 15.000 comunità e distretti in 20 paesi hanno pubblicamente dichiarato di voler abbandonare la pratica delle FGM, comprese oltre 2.000 comunità nell’ultimo anno. 5 paesi hanno varato leggi a livello nazionale per mettere al bando la pratica.  I dati indicano anche una diffusa disapprovazione vero le FGM, e la maggioranza delle persone nei paesi dove esistono dati sulle FGM pensano che dovrebbero finire. In questa ricerca sono compresi circa due terzi dei ragazzi e degli uomini.

Ma il tasso di progresso generale non è abbastanza alto per tenere il passo con la crescita della popolazione. Se l’attuale trend continuerà, nei prossimi 15 anni il numero di bambine e donne soggette alle FGM crescerà.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 febbraio 2016
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