Via XXII Marzo a San Macario, il Movimento 5 Stelle attacca

Nota del movimento samaratese sui lavori in via XXII Marzo

movimento cinque stelle

Riceviamo e pubblichiamo

24 Dicembre 2014: la giunta comunale riunita in seduta approva la riqualificazione di via XXII Marzo. Oggi,  a Febbraio 2016, i lavori sono in corso ma hanno proceduto finora a singhiozzo.

Nel mezzo molte cose sono successe in una vicenda che ha coinvolto e appassionato, la vita dei Samaratesi ed in particolare della frazione diretta interessata di S.Macario.

Proviamo a fare un bilancio, ripercorrendo i passi che hanno contraddistinto questa vicenda, tutt’altro che al volgere del suo termine e che vede ancora diversi punti aperti e che molto fara’ ancora discutere.

E’ la fine dell’estate 2015 quando I lavori iniziano in via XXII Marzo ma l’apertura del cantiere stesso e’ preceduta da molte polemiche: a dispetto di ciò che l’Amministrazione ritiene, la stragrande maggioranza dei cittadini Samaratesi viene a conoscenza solo in quel momento, tramite un post sulla Bacheca Civica, che per 18 tigli che adornano e custodiscono il viale XXII Marzo da oltre mezzo secolo, e’ stata emessa una sentenza amara: di morte diremmo per una persona; taglio, sradicazione, distruzione diciamo invece per delle piante. Riqualificazione dice il progetto varato dal sindaco Tarantino e dalla sua giunta.

Tralasciando le polemiche, ripercorriamo appunto gli eventi: nasce un comitato in difesa dei tigli di via XXII Marzo che in pochi giorni raccoglie circa 1100 firme per chiedere una revisione del progetto che permetta di salvare le piante, salvo dimostrazione tecnica della inderogabile necessità di tagliarle. Volontariamente il comitato deposita e protocolla una perizia effettuata da un agronomo che ribalta la sentenza e non giustifica l’abbattimento del filare di via XXII Marzo.

Da questo punto la situazione traballa sempre più e appare incerta. L’Amministrazione mostra un’apertura ad una valutazione di un’alternativa di progetto e dopo due mesi circa si giunge alla commissione Lavori Pubblici che riporta il tema all’ordine del giorno.

Durante la Commissione l’Amministrazione mostra una controperizia su carta intestata dell’azienda stessa che ha ottenuto l’appalto dei lavori. Questa perizia invece dichiara che il filare e’ in uno stato pessimo di salute, quasi addirittura a minare la sicurezza dei passanti.

Però, allo stesso tempo, sconsiglia fortemente le piante previste dal progetto per la ripiantumazione e suggerisce pertanto differenti piante, suggerimento che viene(ovviamente) accolto dall’Amministrazione.

A quanto pare se non fosse stato per una indagine accurata le piante previste dal progetto avrebbero pertanto creato problemi e ulteriori spese future. A qualcosa le perizie sono servite e un primo errore di progetto e’ corretto.

Altra questione spinosa però è il riconoscimento del filare di Tigli come appartenenti alla categoria “Piante Monumentali”: nonostante la legge lo prevedesse(e anche il buon senso  civico) il Comune non ha mai provveduto e solo ora, su  forte pressione del comitato, procede con la richiesta di valutazione presso la Regione Lombardia. E se il riconoscimento dovesse avvenire? Per legge le piante non potrebbero essere tagliate … anche se la vicensindaco D.ssa Cariglino candidamente dichiara che “Al massimo chiederemo la deroga e le taglieremo lo stesso!”. Appare qui un altro punto debole del progetto: la valutazione della monumentalità delle piante si sarebbe dovuto fare a monte e non postuma, con il rischio di incappare in imbarazzanti empasse che porterebbero a una forzata modifica del progetto oppure ad uno sfregio storico e culturale tramite la deroga, se concessa e quindi al taglio dei tigli. Ricordiamo che ciascuno di quei 18 tigli ricorda un caduto Samaratese delle due Grandi Guerre e ne porta il nome. Alla faccia della tutela e della storia del territorio(Lombardo).

Ma lo scenario si complica ulteriormente. A lavori iniziati, questi si bloccano dopo poco, a causa dello stato deteriorato dei servizi fognari, accertati dopo i primi scavi. Deve essere chiarito ai cittadini, ma soprattutto ai commerciati di S.Macario, che se la viabilità di via XXII Marzo è  ancora compromessa e i lavori non procedono, ciò è  dovuto ai lavori stessi non previsti dal progetto e non a causa dei tigli. I tigli e la loro ultima speranza di restare in piedi e VIVI, con la dichiarazione di piante monumentali, niente ha a che vedere con l’interruzione dei lavori e con la penalizzazione dei commercianti stessi.

Ma non basta: quasi subito dopo la presentazione del progetto approvato, ci si accorge di una dimenticanza. Il progetto stesso non prevede l’installazione dei condotti per la fibra ottica.

Tali condotti vengono inclusi in una variante approvata con un determina del 27 Novembre 2015 che però include, oltre alla modifica per la fibra ottica, una serie di lavori aggiuntivi per un totale di € 117.000 che si sommano al costo iniziale di circa € 318.000, facendo lievitare il conto dei lavori a € 435.000! Ma non basta il denaro: sono previsti ulteriori 60 giorni di ritardo sulla chiusura dei lavori proprio per includere questa variante.

Il costo della variante equivale al 36.8% circa del costo iniziale del progetto con il quale la società se lo era aggiudicato. 30% era proprio lo sconto applicato dall’azienda stessa in fase di bando per risultare vincente e ora, con questa variante, lo sconto viene divorato totalmente e superato, portando il conto della riqualificazione di via XXII Marzo più vicina al mezzo milione di euro.

Ricapitolando: una scelta sbagliata per la ripiantumazione, passaggi per servizi dimenticati, un filare di tigli per i quali non è stato verificato, per legge, il requisito di “piante monumentali” e per finire una variante da € 117.000 (pari al 36.8% del costo d’appalto) e ulteriori 60 giorni di prolungamento lavori.

Ci premeva particolarmente poter comunicare ai cittadini tutto questo, dato che in questi mesi l’unica voce circolante imputava “esclusivamente” al taglio dei tigli la causa dei ritardi sui lavori di riqualificazione; come potete leggere non è così.

I cittadini di Samarate hanno poco da stare tranquilli per questi lavori. Di certo la vicenda ancora presenta degli interrogativi su come andrà a finire, quanto costerà e quando finirà … interrogativi che non devono esistere quando si spendono quasi mezzo milione di euro di tasse dei cittadini di Samarate.

Sicuramente più attenzione e competenza questo progetto se li meritava. Cogliamo l’occasione per comunicare ai cittadini di Samarate che domenica 7 febbraio saremo in Piazza Mantegazza, a San Macario, per parlare con i cittadini che vorranno chiarimenti su questa e su altre questioni irrisolte.

Movimento 5 Stelle Samarate

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 02 Febbraio 2016
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