Capacità finanziaria: una convenzione per ridurre i costi

Gianluca Quadrelli, referente di Confartigianato Varese per le imprese di revisione, affronta novità e problemi del settore

cna generiche

Trasporto su strada, autoscuole e scuole nautiche, agenzie di pratiche auto, raccolta e trasporto rifiuti, bonifica di siti, istituti di vigilanza, agenzia di viaggi: tutti sono obbligati ad attestare la loro capacità finanziaria. Di cosa si tratta? Quella che a volte si definisce anche Attestazione di idoneità Finanziaria, è un documento che certifica la solidità di un’azienda, cioè i mezzi finanziari e patrimoniali idonei a far fronte ad esigenze tecniche e agli impegni finanziari assunti. I centri di revisione auto non ne sono esenti, ma a dover essere tenuti sotto controllo sono i costi e le garanzie che le imprese devono sostenere per la certificazione. È di pochi giorni la sottoscrizione della convenzione che Confartigianato Imprese Varese ha definito proprio per il settore dei centri di revisione. Gianluca Quadrelli, referente dell’Associazione varesina per il settore, ci spiega i vantaggi della convenzione ma non tralascia alcuni fra i problemi che ancora interessano le imprese e i risultati ottenuti in questi ultimi mesi.

Quadrelli, partiamo dalla Convenzione: unica nel panorama associativo e la prima in provincia di Varese. Di cosa si tratta?
La capacità finanziaria consiste nel dimostrare, per quanto riguarda un centro di revisione, la presenza di 154mila euro come “fondo di sicurezza” nel caso dovesse succedere qualcosa. Ci sono diversi attori in grado di attestare questa capacità, ma solitamente lo fanno dietro fideiussioni, cauzioni o addirittura ipoteche. Dove sta il vantaggio con Confartigianato Varese? La spesa per l’attestazione è senza dubbio minore rispetto ad altri enti certificati e minori sono le garanzie richieste. Si tratta di un’intesa con una società finanziaria che va a tutto vantaggio dei centri di revisione perché si valutano esigenze e bisogni specifici.

Chiariamo la questione: la capacità finanziaria di un’impresa non è cosa nuova, vero?
Dal momento in cui apre al momento in cui chiude, l’azienda deve attestare e provare questa sua capacità. E il certificato può avere validità di 1 anno o più: comunque lo si deve sempre rinnovare. Il problema sono i costi, ed è per questo che nel tempo alcune imprese non hanno provveduto al rinnovo. Ora, però…

Cosa succede?
Da quando la Motorizzazione e la Provincia si sono mosse con controlli a tappeto particolarmente puntuali e precisi, le imprese si stanno preoccupando. E l’attestazione di capacità finanziaria ha assunto improvvisamente una grande importanza: la convenzione di Confartigianato Varese è veramente unica ed offre a tutte le imprese la possibilità di mettersi in regola senza dispendio di tempo e soldi.

Un problema ancora aperto per il settore delle revisione è, però, il blocco delle tariffe ferme dal 2007: a che punto siamo?
Ci sono state piccolissime variazioni nelle tariffe dei bollettini postali o nelle tasse sul conto corrente, ma le tariffe vere e proprie legate alle revisioni sono uguali da quasi dieci anni. Il problema sta nel fatto che si tratta di tariffe ministeriali, e quindi l’iter per la loro applicazione – o modifica – è lunghissimo. Questo, però, non solleva il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dall’impegno che si era preso lo scorso anno: Confartigianato aveva chiesto che gli importi delle tariffe fossero rivisti annualmente sulla base degli adeguamenti ISTAT per compensare gli enormi investimenti, a livello nazionale siamo a circa 100 milioni di euro, sostenuti dagli imprenditori per operare con il sistema MCTCNet2.

Per l’appunto: quali problemi ha causato il sistema di comunicazione pensato per colpire il fenomeno delle false revisioni auto?
Ancora una volta i costi: l’MCTCNet2 è partito nel gennaio 2015 e ha chiesto alle officine di revisione una spesa tra i 10mila e i 40mila euro per adeguare strumentazione, sistemi informatici e modalità operative alle linee europee in tema di trasmissione dei dati tracciabili. Gli operatori del settore revisioni, a livello nazionale, hanno investito tra i 100 e i 150 milioni di euro per un sistema lento e complesso.

Quindi?
Abbiamo chiesto al Ministero di semplificare. Ed ecco i risultati: se la targa dei veicoli non viene letta al terzo tentativo (con l’MCTCNet2 è arrivata anche la fotografia digitale della targa) il responsabile tecnico certifica automaticamente la revisione, sono stati ridotti i tempi di utilizzo del fonometro (la calibrazione avviene una sola volta al giorno) e sono state risolte alcune criticità legate al sistema di rilevamento dei lux dei fari (ora cambiato secondo tempi adeguati alle attrezzature utilizzate dai revisori). Ma sui costi, stiamo ancora aspettando.

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 03 Marzo 2016
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