L’ultima merceria di Varese riparte dai social

La merceria Brumana ha 90 anni, ed è ormai l'ultima del centro città. Ma, grazie a una coppia di trentenni, torna a vita nuova: grazie a Instagram, Facebook e l'ECommerce

Nella merceria Brumana

E’ un negozio storico, è ormai unico del suo genere in città ed è anche l’ultimo di una storica famiglia che ha appena visto chiuderne un altro con lo stesso nome, a pochi centinaia di metri.

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Ma la merceria Brumana, l’ultima rimasta della stirpe di merciai e anche l’ultimo negozio del settore a Varese, ha una marcia in più per procedere fiduciosa verso il domani: una bella coppia di trentenni, quarta generazione di quei Brumana che arrivarono a varese dalle valli bergamasche a fine degli anni ’20, che hanno rilevato, ormai qualche anno fa, il negozio di via Mazzini al 6.

Si chiamano Alessio e Agnieska Macconi, e si sono conosciuti in occasione di uno scambio studentesco delle loro scuole: lei infatti è polacca, e nella bergamasca ci è arrivata per motivi di scambio formativo. Non è tornata più indietro: ha trovato l’amore della sua vita, che allora viveva a Bergamo e, alla fine degli studi aveva  cominciato ad aiutare il padre nella sua ditta, che produce filati di lana.

Ma, a Varese, c’era un”emergenza”: «Nel negozio di mio zio Giampietro, che in realtà tutti qui chiamavano Brunetto, è venuto a mancare il ricambio generazionale. Lo zio aveva infatti due figli che avevano scelto di intraprendere altre attività. Noi invece, figli di sua sorella, eravamo in cinque: cosi ci hanno chiesto cosa volessimo fare nella vita. A me sinceramente l’idea del negozio intrigava parecchio, cosi ho cominciato a venire a Varese ad aiutare lo zio, per vedere come andava».

A quanto pare, bene: tanto che nel 2004 Alessio rileva il negozio dello zio – che però farà da “assistente” fino quasi alla sua morte, alla bella età di 96 anni – sposa Agneska (A Lublino, la sua città natale), e la porta a vivere a Varese: ora vivono a Fogliaro e hanno tre figli.

Da li, è cominciata la rivoluzione, di un negozio che era molto piccolo: ora è grande il doppio, punta sugli hobby (il feltro, la rafia, la lana – e gli accessori – per cappelli e borse…) e organizza corsi.«Ne abbiamo fatti per insegnare a lavorare a maglia, ma anche dei corsi “di sopravvivenza” per il cucito: come si attacca un bottone, come si sistema un orlo… – spiega Agneska – e ora stiamo organizzando corsi di maglia per uomini: l’hobby dello knitting sta diventando una passione anche maschile, nel resto del mondo, e anche in Italia qualcosa si muove. perciò noi ci organizziamo».

Ora, sono sbarcati anche su facebook, twitter e Instagram: «Soprattutto quest’ultimo dà delle risposte sorprendenti: in pochi minuti abbiamo reazioni da tutto il mondo, Canada e Stati Uniti compresi» spiega ancora Agnieska. E, poichè la loro merce sta diventando una passione di nicchia ma, di interesse per tutta Italia: «E’ pronto anche il sito di ECommerce, che tra poco sarà on line» spiega Alessio.

Brumana punta su tutte le diverse forme di aggregazione e coinvolgimento​, per provare a fare “comunità” al tempo di Facebook. Intanto, per la clientela più tradizionale, non manca l’angolino per le chiacchere, e anche una iniziativa benefica: un cesto dove è possibile lasciare in dono un gomitolo per Cuore di Maglia, l’associazione che realizza piccoli capi per bimbi nati prematuri e ricoverati nelle terapie intensive neonatali, in collaborazione con l’ospedale del Ponte.

Stefania Radman
stefania.radman@varesenews.it

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Pubblicato il 21 Marzo 2016
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