Lauretta, la bottegaia ligure che sogna di ballare coi lupi

Ad Armio,in Val Veddasca da alcuni mesi ha riaperto la storica posteria che attira clienti dalla Svizzera. A gestirla una giovane appassionata di natura con tanto sogni nel cassetto

Armio, la bottega di Lauretta

Indemini è già Svizzera, e saranno quaranta minuti a piedi da questo negozietto che un tempo chiamavano posteria dove dentro ci trovi un po’ di tutto.

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È per questo che fuori c’è la bandiera italiana, forse per avvisare qualche distratto avventore che sono diversi chilometri che si cammina su suolo italiano.

Eppure a quasi mille metri, fra le montagne della Val Veddasca, nel Luinese, c’è un rito che di giorno in giorno si compie: alcuni clienti dalla vicina Confederazione si mettono scarponi e zaino per venire qui a piedi a fare la spesa.

Il motivo si chiama Laura, che di cognome fa Locatelli e che da gennaio ha aperto questo negozio ad Armio. Ma non solo. Si chiama anche salame Sant’Olcese, pesto di Pra, trofie fresche, che portano ancora addosso la farina.

Ma cosa ci fa questo pezzo di Liguria a mille metri, dove già si respira aria di confine?
«Sono nata e cresciuta a Genova, mentre la mia famiglia da parte di papà è originaria di Luino – dice Laura, 33 anni, un passato di studentessa di biologia – . Mio nonno costruì una casa qui ad Armio e ci venivo sempre d’estate: erano vacanze bellissime in mezzo alla natura, che sempre mi porto nel cuore».

Così a Genova gli studi, qualche esperienza lavorativa, e le frequenti difficoltà di questi tempi a trovare un impiego stabile. Allora l’idea: perché non tornare alle origini, dove il nonno costruì la casa fra le alte valli e dove capita di trovare un cervo con la stessa facilità con cui si incontra un gatto, giù in città?

Così è nata a gennaio di quest’anno “A buteghe da Lauretta”: è in affitto da un privato e presto il Comune fornirà un hotspot per rendere questo luogo punto di riferimento per una rete wi-fi, che raggiungerà gran parte del paese. Il negozio, dove si trovano oltre ai prodotti tipici liguri anche frutta, verdura, pane, latte, affettati, scatolame e generi alimentari ha anche uno spazio libri. Una sorta di angolino culturale dove chi vuole può fermarsi a bere un caffè e a sfogliare qualche buona lettura.
«Ora mi danno una mano mamma e papà – spiega Lauretta – . Io mi sono trasferita qui col mio ragazzo, originario di Napoli».

Genova, Luino, Napoli, Val Veddasca e Svizzera: una storia in puro stile glocal che chissà quali risvolti potrà avere: da queste parti, anche una piccola realtà come questa può dare luce e speranza a chi ancora vive quassù: Lauretta fa anche servizio di consegna a domicilio per gli anziani che magari nelle fredde giornate invernali preferiscono starsene al caldo.

Ma un posto dove trovare a portata di mano i generi di prima necessità è una manna dal cielo per chi decidesse di trasferirsi da queste parti a vivere.
Un tempo “capitale” della Veddasca di cui oggi è rimasto il municipio, Armio è uno dei punti di riferimento per chi ora risiede nel secondo comune per estensione della provincia dopo Varese: Maccagno con Pino e Veddasca, esperimento di fusione per un paese che va dal Verbano alle nevi.

L’altro giorno, alla soglia di maggio, qualcosa di gelato veniva giù dal cielo. Inverni lunghi. Territorio difficile: per scendere a valle ci vogliono una ventina di minuti di auto. Eppure i clienti arrivano, ci sono. E non solo loro.

Si dice da queste parti che i lupi sono vicini, forse qualcuno “sconfina” dal Canton Ticino: avvistamenti tra chiaro e scuro ce ne sono stati. Qualcuno parla anche del ritorno della lince.
Laura guarda fuori, verso il distributore di semi per gli uccelli che ha messo all’ingresso per dar loro da mangiare quando nevica e per terra non si trova nulla.

«Spero, un giorno o l’altro di incontrarne uno – dice – . Sul lupo ho fatto uno studio all’università di Genova, non sono animali cattivi, magari potrebbero servire da antagonisti per controllare le altre specie in grande sovrannumero, come cervi e caprioli».

Nel frattempo, con l’arrivo dell’estate, tutti da queste parti sperano nella ripresa del turismo che qui vuol dire prevalentemente case vacanza, vista l’assenza di strutture ricettive vere e proprie. Ci vengono prevalentemente tedeschi e olandesi.

«Sto già pensando a cosa potrebbe diventare questo negoziato con un po’ di inventiva: qualche serata a tema, magari musica dal vivo. Di giorno sono pronta a prestarmi per iniziative a contatto con la natura, come fattorie didattiche, per far conoscere i nostri luoghi alle persone che verranno a trovarci», conclude Lauretta.

Le idee qui ad Armio non mancano, e neppure la voglia di fare: bisognerà ora capire come coniugare queste nuove realtà con un futuro messo sempre più in forse dagli acciacchi cronici diventati malanni delle nostre montagne: crisi economica, spopolamento, territorio fragile.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 03 maggio 2016
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