L’Italia è da bandiera blu: i suoi mari tra i migliori d’Europa

Per la prima volta, L'unione europea ha stilato la classifica della qualità delle acque costiere e interne dei paesi. Le nostre coste eccellenti per il 90%

L'Italia, un mare da bollino blu

Garantire acque di balneazione pulite e salubri è uno degli obiettivi chiave dell’Unione europea che quarant’anni fa ha adottato per la prima volta una direttiva sulle acque di balneazione. La grande attenzione al tema nasce dalla preoccupazione per la salute pubblica, poiché le spiagge o i laghi balneari sono luoghi di attività ricreative dove la contaminazione fecale può essere spesso causa di malattie. In particolare, le principali fonti di inquinamento sono le acque reflue e le acque di drenaggio provenienti da aziende e terreni agricoli.

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Con la nuova direttiva sulle acque di balneazione (2006/7/CE) per la prima volta tutti gli Stati membri dell’UE hanno analizzato la qualità dei propri siti di balneazione nella stagione balneare 2015. La loro qualità può essere classificata come “eccellente”,  “buona”, “sufficiente” o “scarsa”, a seconda dei livelli di batteri fecali riscontrati.

I risultati di questa analisi sono stati pubblicati all’interno della relazione annuale sulle acque di balneazione dell’Agenzia europea dell’ambiente (AEA) e della Commissione europea, la quale anticipa anche le previsioni relative all’anno 2016, non solo in tema di qualità delle acque ma anche in tema di misure di riduzione dell’inquinamento.

Oltre 21 mila siti di balneazione costieri e interni presenti sul territorio UE, in Svizzera e in Albania sono stati monitorati ed è emerso che nel 2015 il 96% ha rispettato gli standard minimi di qualità delle acque, e più dell’84% dei siti ha raggiunto il livello “eccellente”. Anche alcune città turistiche come Blackpool, Copenaghen e Monaco di Baviera hanno raggiunto il medesimo livello.

Dalla relazione emergono altri dati chiave:

Nel 2015 la qualità dell’acqua del 90% dei siti di balneazione di otto Stati membri è risultata eccellente: Lussemburgo, Cipro (99,1%), Malta (97,7%), Grecia (97,2%), Croazia (94,2%), Italia (90,6%), Germania (90,3%) e Austria (90,2%).

La percentuale di siti di balneazione classificati come di qualità “insufficiente” è scesa nel 2015 all’1,6% dall’1,9% del 2014.

Il numero più elevato di siti di balneazione con una qualità delle acque scarsa è stato registrato in Italia, Francia e Spagna.

La percentuale di siti di balneazione le cui acque sono state classificate come eccellenti è salita dal 78% del 2011 all’84% nel 2015.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 27 maggio 2016
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