Ultimo giorno a Cannes, con il cinema d’animazione

Ultima recensione per gli studenti del liceo Cairoli che hanno vissuto per quattro giorni l'atmosfera particolare del festival

locandina icare

Ultima recensione per gli studenti della II Esabac del liceo Cairoli inviati per il blog Cinequanon. Come utlima scelta, un film d’animazione per tutti. 


Giorno 4.
Il primo film in programma per quest’ultimo giorno è in origine Les Vies de Thérèse; in coda per la prima volta davanti al faccione di Johnny Depp che campeggia sopra la sala Les Arcades scopriamo con nostra sorpresa di esserci sbagliati: la proiezione delle 11:30 è l’unico film d’animazione presentato quest’anno alla Quinzaine des Réalisateurs, Ma vie de Courgette di Claude Barras, sceneggiato da Céline Sciamma,  regista di Bande des filles (Diamante nero), uno dei film visti e analizzati durante il nostro corso “Cinema: istruzioni per l’uso”, realizzato a scuola con Filmstudio ’90.

Questa si è rivelata una piacevolissima sorpresa: ci investe una ventata di leggerezza che va a spazzare via la pesantezza espressiva che ha caratterizzato i film dei giorni scorsi. Pur non trattando temi banali, infatti, il tono si mantiene sempre ironico e vivace.

Icare, soprannominato da tutti Courgette (“Zucchina”), è un bambino di nove anni che vive da solo con una madre alcolizzata, sempre seduta davanti alla televisione. Dopo un incidente che causa la morte di quest’ultima, Courgette viene preso sotto la protezione di un simpatico poliziotto e portato in un orfanotrofio dove entra in contatto e fa amicizia con i suoi coetanei. Uniti da un passato difficile, Courgette e i suoi amici trovano un piccolo paradiso dove potere vivere in serenità. Proprio questo ci è sembrato un importante elemento di novità: gli orfanotrofi sono per lo più simboli di severità e oppressione, che qui invece caratterizzano l’ambiente esterno.

Le difficoltà da affrontare non sono terminate, ma anche nei momenti più malinconici la tristezza viene smorzata grazie all’ingenuità che solo i bambini hanno e che finisce per generare nello spettatore un sorriso di tenerezza. Tutto ciò è esaltato dalla tecnica di realizzazione del film, molto complessa e dal risultato straordinario: per poco più di un’ora di pellicola sono serviti in totale due anni di lavoro, sessanta set dipinti a mano cinquantaquattro pupazzi di plastilina!

A parer nostro, questo film d’animazione risulterà piacevole ad un pubblico molto vasto, perché consente vari gradi di lettura a seconda dell’età dello spettatore: tutta la famiglia ne rimarrà incantata. Ci auguriamo perciò che sia inserito nella prossima programmazione di “Cinema Ragazzi” di Filmstudio ’90.

da Cannes, la II Esabac

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 20 maggio 2016
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