Depuratori o scarichi in deroga: chi inquina l’Olona?

Il percorso dell'Olona nel territorio della nostra provincia è sufficiente per rendere pessime le acque del fiume. Ecco le cause e i costi per le soluzioni

schiuma olona

Quando sorge nel Parco del Campo dei Fiori l’Olona ha acque cristalline ma poi, metro dopo metro, scarico dopo scarico, il fiume diventa quella massa d’acqua e (spesso) schiuma nauseabonda che troppo spesso invade la Valle Olona. Un problema tutto “made in Varese”, che nasce cioè in quella manciata di chilometri che il fiume percorre nella nostra provincia prima di proseguire la sua corsa di 70 chilometri fino al Po. Ma di chi è la colpa?

I principali indiziati sono due: gli scarichi in deroga delle aziende e i depuratori. Partiamo dagli scarichi. Secondo i dati forniti dalla provincia durante il ciclo di audizioni in regione sono solo 4 le aziende che attualmente godono di deroghe per i propri scarichi. Di queste una cesserà entro la fine dell’anno mentre un’altra attualmente opera sotto i limiti di legge così da rendere necessari gli interventi che sta valutando la regione solo per due realtà industriali.

Il vero problema del fiume sono i depuratori. I dati consegnati in regione da Alfa, il nuovo gestore unico provinciale della rete idrica, certificano come venga depurato solo il 60% dell’acqua contenuta nelle fognature che vanno verso il fiume. Il resto delle fognature è come se scaricasse direttamente nell’Olona, con prevedibili effetti sulle schiume, odori e qualità dell’acqua. Una situazione che è estremamente delicata: ci sono impianti come quello di Gornate Olona che neanche dopo 16 milioni di euro di investimenti riuscirebbe a funzionare correttamente e altri ancora come quelli di Olgiate, Cairate, Varese Pravaccio e Cantello che necessitano di urgenti interventi per i quali dovranno essere spesi 54 milioni di euro.

Una questione delicatissima che Alfa dice di poter iniziare a fronteggiare nel giro di due anni ma che sul piano politico inizia a farsi rovente. Il Partito Democratico, per bocca del suo segretario regionale Alessandro Alfieri, va all’attacco puntando il dito contro «l’incuria e la mancanza assoluta di attenzione al servizio idrico integrato da parte delle amministrazioni provinciali di centrodestra che negli ultimi 25 anni hanno dimenticato il settore, non attuando la messa a norma dei depuratori, trascurando persino la rete fognaria».

di marco.corso@varesenews.it
Pubblicato il 30 giugno 2016
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Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Gli scarichi in deroga sono la ennesima dimostrazione che questa provincia (e regione) è gestita da irresponsabili dilettanti che pensano a gonfiarsi solo il portafoglio fregandosene dell’ambiente dove vivono.
    A loro dico solo vergognatevi ogni tanto, fare deroghe a delle aziende per scaricare liquami in un fiume non è da paese civile ma da stato del sudamerica governato da narcotrafficanti.
    La Svizzera è solo a 10 km…conviene che andate a ripetizioni da loro, sia di legalità sia di gestione del territorio.
    Così non funziona e la misura è colma.
    Grazie VareseNews che periodicamente solleva e pone risalto a questi gravi problemi.

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