Il primo anno di Dimitri Cassani: “In paese si respira un’aria nuova”

Il sindaco fa il punto sugli interventi, tra viabilità, cultura, sicurezza. Senza dimenticare però la grana della scuola: "Faremo causa"

Dimitri Cassani

«Un anno trascorso velocissima mente: quando il tempo trascorre così veloce e perché ti diverti o perché sei impegnatissimo. E io direi soprattutto la seconda». Dimitri Cassani è sindaco di Casorate Sempione da un anno: «Abbiamo già fatto il primo giro di boa: la vis polemica dei nostri avversari diceva che non avremmo mangiato il panettone, invece eccoci qui, abbiamo mangiato il panettone, la colomba e il nostro gruppo è più unito che mai».

Dopo una campagna elettorale molto animata, anche il primo anno è stato particolarmente movimentato, in particolare sulla vicenda della scuola. Ma Cassani guarda soprattutto ai punti positivi: «Solo nel primo anno, con scarsità di risorse paurosa che continua da anni precedenti, con mancanza di esperienza amministrativa, abbiamo realizzato il 70% del programma».

Tra i primi atti, il cambio di viabilità…
«La gente è contenta, abbiamo speso praticamente zero, 3000 euro in tutto, anche se è ancora da completare con la segnaletica. I commercianti ci hanno pubblicamente ringraziato, c’è più movimento e il paese è rinato. Abbiamo eliminato le pseudo-piste ciclabili, in quanto “irregolari e prive di ogni minimo requisito di sicurezza”, come ha certificato tecnicamente il comandante dei vigili».

Passiamo al punto più dolente, la vicenda della scuola, con il cantiere attualmente sospeso per rinuncia dell’impresa
«Abbiamo messo in sicurezza l’ala incriminata, scoprendo che il progetto non prevedeva niente che non ci fosse già. Abbiamo tolto metà del ponteggio, che costava 2500 euro al mese alle casse del Comune. Le difficoltà che sono intervenute con l’impresa partono d questioni formali: a parte la questione dei tempi dell’intervento, soprattutto era stata azienda a chiedere sospensione. Nel frattempo la Finanza ha ribadito che era tutto regolare».

Sta di fatto che il cantiere è fermo
«Lo stop ci ha consentito intanto di rivedere tutto il progetto, anche se ora il Codice Appalti ha complicato. Ci vorranno sei-otto mesi a fare la nuova gara, con la Provincia come stazione unica appaltante. Tempi più lunghi, certo, ma stiamo verificando tutto: abbiamo detto che il ponteggio non era strutturale ed è così. Dico di più a chi ci attacca: andremo a verificare tecnicamente come è stato fatto questo ponteggio, montato in emergenza e senza contratto».

E nel frattempo, come vi muoverete con l’impresa che aveva l’appalto?
«All’azienda pagheremo il lavoro che ha fatto. Poi però chiederemo i danni, per abbandono del cantiere. Voglio però precisare un aspetto: la cosa importante è che già la struttura in sicurezza, la crepa non era strutturale, già c’erano tiranti e cordolo in cemento armato, il terzo piano non era in mattoni pieni, ma in mattoni svizzeri che hanno minor peso.  Noi abbiamo fatto la verifica: il ponteggio era inutile, il che significa che c’è un danno erariale evidente, perché fatto in emergenza e lasciato per un anno e mezzo senza contratto di noleggio, sempre allo stesso prezzo dal primo giorno. Chiederemo conto a chi l’ha fatto: la scuola nom ha nessun tipo di criticità, sulla mensa è stato fatto lavoro inutile, visti soprattutto i costi previsti, con una offerta bassissima da parte della azienda».

Altri punti qualificanti in questo primo anno?
«La sicurezza: abbiamo fatto convenzione con Somma e Arsago, resa operativa. Abbiamo agenti sette giorni su sette, un numero unico di emergenza, abbiamo ottenuto 160mila euro dal bando sicurezza della Regione. Abbiamo avviato il controllo del vicinato, con un’adesione massiccia da molte vie. Passando a un altro tema, abbiamo atttivato la casetta dell’acqua, che sarà posizionata in piazza Mercato. Sul sociale non abbiamo mai lasciato indietro nessuno: una contrazione di spesa si, ma riorganizzandola per portare più beneficio».

Quale sarà il prossimo passo?
«Il piano delle asfaltature. Il paese è stato abbandonato colpevolmente: sto ancora aspettando di scoprire dove hanno fatto finire i soldi delle multe che da Codice della Strada sono destinate alla sicurezza stradale. Sono vent’anni che non si asfaltano le strade, tranne rattoppi o qualche tratto per ripristino, là dove era proprio impossibile. Il piano è previsto, aspettiamo le risorse: entro il 1° settembre asfalteremo le vie più rovinate, come via Rossini, MonteGrappa e altre. Come tanti Comuni poi stiamo valutando l’intervento di illuminazione pubblica, riscattando la rete e migliorandola».

Cassani conclude con un’osservazione generale, che è però anche un riferimento molto critico alla precedente amministrazione Quadrio: «In paese si respira un’aria nuova, testimoniato da tanta vicinanza da partre di cittadini e associazioni, dalle tante iniziative attivate. Ci avvicinano anche persone che certo non sono elettori nostri e ci dicono: “avete fatto più voi per la cultura in un anno, che non la precedente in cinque anni”. Per dire: festeggiamo i centenari come non si era mai fatto, allo scorso 25 aprile ho anche portato l’omaggio al partigiano Luigi Rossetti, emozionato per questo ringraziamento».

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare a VareseNews.

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Pubblicato il 13 Giugno 2016
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