Arriva la “paesologia” e Piero ne sarà la capitale del Nord

Una corrente culturale che rivaluta i luoghi interni della Penisola: arriverà il “guru” di questa nuova etica. L'associazione "Confini"

Avarie

«Conosco più stranieri a Runo che a Milano».

Un’affermazione che ti fa alzare le antenne e ascoltare cosa l’interlocutore sta dicendo: una milanese che grazie a internet torna nella casa del bisnonno e mette in piedi un’associazione dove si parla una lingua franca capita da belgi, tedeschi, norvegesi ecc.

Un inglese pasticciato di persone che la pensano così: vivere i luoghi passandoci in mezzo e meditando su ciò che ti lasciano – sentimenti buoni o meno buoni. Oppure decidere di stare in un posto, ritornandoci dopo anni o perché si vuole vivere “l’idea dell’Italia” come dicono molti degli stranieri che nelle valli del Luinese si sono trasferiti.

Sta accadendo qualcosa di sotto traccia e impalpabile, ma percepibile, nella zona di confine della Valdumentina. Qualcosa che Paola Cornaghi, milanese e nuova residente di Runo, a Dumenza, ha cercato di codificare con un’associazione, Confini, nata qualche mese fa e che porterà qui, tra una settimana, il “Piccolo festival della paesologia”: «L’idea alla base dell’iniziativa è che gli artisti invitati, gli abitanti del paese e i visitatori del Festival costituiscano una comunità provvisoria capace di infondere fiducia nella vita dei piccoli paesi. La nostra idea è: piccolo paese, grande vita», dicono gli organizzatori.

Scienza imperfetta, indefinita, forse inesistente, filosofica, la paesologia è, più che un modo di essere, un modo di vivere i luoghi, spesso abbandonati: non a caso è nata nell’Irpinia dei paesi abbarbicati sulle montagne e delle case dai tetti rotti e con via le imposte, uscita dalla mente del suo massimo cultore, Franco Arminio, che per una serie di coincidenze è entrato in contatto con Piero e la sua storia e ha deciso di incoronare questa località minuscola raggiungibile solo a piedi, la capitale del Nord della paesologia.

Ma di cosa stiamo parlando? E cos’è Confini? Così capita di sentire questa storia: «Mi sono trasferita qui, da Milano per via della “rete”: internet in valle è arrivato nel 2010 e col lavoro che faccio, consulente aziendale, era indispensabile – racconta Paola – . Poi mi sono accorta che questa scelta è stata condivisa non solo da altri italiani, ma da moltissimi stranieri che arrivano da ogni parte d’Europa: tedeschi, belgi, norvegesi. Ci siamo resi conto che questo sentimento condiviso, cioè la necessità di riappropriarsi di questi luoghi, poteva diventare qualcosa di più e abbiamo fondato l’associazione Confini. In uno dei nostri incontri ci siamo trovati in 25, e di 6 nazionalità diverse: anche la lingua che parlavamo era un inglese nuovo, una lingua franca ma efficace nel farci capire. Sembra strano che questo succeda quassù, ma è ciò che sta avvenendo».

Connessioni veloci, verrebbe da dire, e non solo dal punto di vista informatico, perché grazie ad Expo, Paola incontra Franco Armino che visita l’anno scorso Curiglia. A Piero l’illuminazione: «Dunque, un paese con 16 abitanti, che si raggiunge solo a piedi, riscoperto negli anni passati dopo un periodo di abbandono…è perfetto!»: così deve aver pensato Armino, venendogli in mente la sua Irpinia, e allora ha deciso di organizzare qui un piccolo festival paesologico, piccolo perché l’evento principale, che si chiama “La luna e i calanchi” si svolge ad agosto ad Aliano.

Arminio, giornalista, poeta e scrittore è nato a Bisaccia in Irpinia nel 1960, è animatore di battaglie civili e organizzatore di eventi culturali: una serie di festival e di manifestazioni in cui le arti si incontrano tra loro e incontrano i luoghi, un intreccio teso a ridare valore ai luoghi e nuova vitalità alle esperienze artistiche. Il lavoro ad Aliano in soli due anni si è già imposto come una delle più importanti e innovative azioni culturali nei territori.

Scrive: «Ciò che io invoco è una nuova etica, un umanesimo delle montagne. La mia visione parte dallo sgomento di stare in un pianeta pieno di merci, un pianeta in cui non sappiamo più farci compagnia e nel quale ognuno in cuor suo sembra aver dato addio a tutti gli altri».
Questo spunto tratto da un intervento su Repubblica di qualche anno fa riassume ciò che si respirerà a Piero tra una settimana.
Con un gruppo di amici che hanno la sua stessa passione, Arminio partirà dall’Irpinia con un pulmino per arrivare a Piero, stile “Basilicata Coast to coast”.


Qui troveranno, venerdì prossimo, 22 luglio, un figurante che interpreterà il fiume Giona, facendolo parlare imprima persona grazie ad alcuni versi realizzati dall’Associazione “Amici di Lozzo”.
Sabato alle 10.30 attività sparse per il paese: musica, arte di strada con la costruzione di una grande ape in carta pesta che verrà donata agli abitanti di Piero, in onore alla derivazione toponomastica da apiarium, luogo delle api, in latino.
In una minuscola casetta vi sarà la proiezione proiezione in continuata di quattro cortometraggi di Marco Tessaro.
E ancora: alle 11.30 e fino alle 14 ci sarà il Parlamento Paesologico «Un momento di provvisoria partecipazione dove parliamo di paesologia, delle aree interne dell’italia ma non solo, di paesi che perdono i loro abitanti e di abitanti che perdono i loro paesi e di storie di rientro, con chi le sta vivendo di persona», dice Paola.
E poi molte altre attività live musicali con alcuni componenti della band “I treni in corsa” che parteciperanno all’evento.

IL PROGRAMMA DELL’EVENTO

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 15 luglio 2016
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