“Biblioteca investimento strategico, il sindaco ci pensi”

L'ex assessore Nicosia, ora capogruppo di CeV, spiega le ragioni del progetto per via Bottini, i lotti d'intervento e i costi

Biblioteca alle vecchie scuole via Bottini Gallarate

«Volevamo un investimento duraturo e su una progettualità strategica nel campo della crescita culturale: l’attuale biblioteca in piazza San Lorenzo non è adeguata alle esigenze, richiederà comunque investimenti». Sebastiano Nicosia, che fino a poche settimane fa era assessore alla cultura e oggi è capogruppo di Città è Vita (all’opposizione) difende il progetto della nuova biblioteca, da realizzare in via Bottini recuperando l’edificio delle vecchie scuole dismesse dal 2008. La giunta Cassani ha accantonato ufficialemente il progetto, ma Nicosia spera ancora che possa «riconsiderare la decisione».

Nicosia analizza le motivazioni addotte da Cassani (legate essenzialmente al costo), ma richiama anche la necessità della nuova struttura. Punto di partenza, la corretta valutazione dei costi, nei vari lotti: «L’investimento dell’amministrazione Guenzani sarebbe stato distribuito su più anni e comunque non avrebbe raggiunto la cifra dei 6.814.297, che si riferisce a una situazione teorica, comprensiva anche di giardino esterno non indispensabile alla realizzazione efficace del progetto» (in più va considerato che l’importo era base d’asta., sui cui spesso ci sono ribassi significativi, in questi anni spesso oltre il 25-30%). A questo Nicosia aggiunge che «le spese del trasloco sono sovrastimate», perchè solo un terzo dei libri e docimenti della biblioteca «è ancora richiesto con regolarità dagli utenti per lettura e consultazione» e sarebbe trasferito nella nuova sede. Il resto sarebbe rimasto nelle vecchie (e non spostabili) scaffalature di via San Lorenzo, che «non avrebbero interferito con nessun utilizzo dell’edificio dell’attuale biblioteca, che sarebbe stato destinato alla pro Loco e ad altre associazioni».

Primo consiglio comunale Gallarate 2016
Sebastiano Nicosia, capogruppo di Città è Vita, già assessore alla cultura dal 2011 al 2016

Ma soprattutto Nicosia, al di là del dato economico, sottolinea il valore in prospettiva per la città: «L’investimento sulla nuova biblioteca di via Bottini sarebbe stato finanziato con parte del ricavato della vendita della Commerciale Gas. Volevamo affermare un principio: con la vendita di un bene del patrimonio “di famiglia” si finanzia un investimento duraturo e su una progettualità strategica nel campo della crescita culturale. Spendere quei soldi per le manutenzioni delle strade, attività comunque necessaria ma “ordinaria”, fa pensare a una famiglia che vende una parte del suo patrimonio familiare per la fare la spesa» (curiosamente, è la stessa accusa che il centrodestra rivolgeva a Guenzani)

«L’attuale collocazione della biblioteca Majno – continua Nicosi – non è adeguata alle necessità della città sia per lo stato dell’edificio, che richiede interventi urgenti e onerosi, sia per la superficie disponibile di soli 900 mq che non consente la realizzazione dello “scaffale aperto”». Nicosia cita anche le indicazioni internazionali (Unesco, recepite da Regione Lombardia) che stabiliscono per una città come Gallarate una biblioteca di almeno 2500 mq. «Il progetto che si va aospendere ne prevedeva 2000. A questo la domanda è inevitabile: come l’attuale amministrazione intende risolvere il problema della vetustà dell’edificio di Piazza S. Lorenzo e della sua superficie insufficiente rispetto agli standard (meno della metà)?»

Insomma: la biblioteca è considerata necessaria, ma anche un investimento sul futuro. «Mi auguro, anche a nome del mio gruppo e di CèV, che il sindaco Cassani e la sua giunta possano riconsiderare la decisione presa di rinunciare alla realizzazione della nuova biblioteca comunale». Che prevedeva anche «il recupero di un edificio storico caro alla memoria di molti gallaratesi» che hanno frequentato lì le scuole.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 14 luglio 2016
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