Il mister, il capitano, il nuovo innesto: voci dal raduno del Varese

L'opinione di Ramella, Luoni e Calzi sul mondo biancorosso e sul campionato che si profila all'orizzonte

In un clima – lo abbiamo già scritto nel pezzo principaledecisamente sereno e improntato all’ottimismo (cosa non scontata dopo alcuni stravolgimenti come l’addio di Melosi e gli avvicendamenti in società), i componenti del nuovo Varese si sono incontrati, stretti la mano, hanno salutato il pubblico e concluso i preliminari di una stagione che inizierà con un periodo piuttosto lungo di preparazione fisica.

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Tra gli uomini più sotto osservazione ci sono sicuramente il nuovo tecnico, Ernestino Ramella, alcuni giocatori confermati come Giovio e Luoni e i “colpi” provenienti dal mercato quali Ferri e Calzi. Le opinioni del barbuto attaccante e del centrale ex Pro Patria le trovate in QUESTO VIDEO; di seguito invece la chiacchierata con l’allenatore (anche per lui c’è un VIDEO), con il capitano e con il mediano proveniente dal Venezia ma originario di Varese.

RAMELLA: DIMENTICARE L’ECCELLENZA – Un anno dopo la grande beffa (fu annunciato dall’allora presidente Zeaiter ma poi la società crollò), Ernestino Ramella può finalmente sedersi sulla panchina del Varese, la squadra della città che lo ha adottato da tanti anni. «Prima di tutto chiederò ai miei di “resettare” la testa e dimenticare quanto è avvenuto nell’ultima e irripetibile stagione. Nel calcio ogni estate si riparte da capo, tutti a zero punti; dovremo essere anzitutto bravi in questo».

Dal punto di vista della squadra, il tecnico di origini pavesi è soddisfatto. «Avevo chiesto determinati giocatori che potessero formare l’asse centrale e sono arrivati. Parlo di Ferri, Calzi e Scapini, che hanno un curriculum importante e una grande esperienza. Scapini è giocatore diverso da Marrazzo, è bravo a lavorare per il resto della squadra ed è un innesto di valore. Poi valuteremo i giovani mentre i confermati non hanno bisogno di presentazione. La squadra mi piace, mettiamoci al lavoro». Raduno Varese calcio

Per quanto riguarda infine l’assetto tattico, il Varese di Ramella partirà dalla difesa “a 4”. «Si parte così, anche se il modulo iniziale poi viene modificato con i movimenti dei giocatori sul campo. L’idea è quella di schierare un 4-2-3-1 ma potremmo anche adottare il 4-3-3, a seconda delle attitudini e delle risposte che mi daranno i giocatori».

LUONI: FELICE DI ESSERE RIMASTO – È l’unico reduce dall’ultimo Varese di Serie B: capitan Francesco Luoni un anno fa giocò la sua scommessa nel rimanere in biancorosso e oggi è felice della scelta. «Sono contento, abbiamo vinto un campionato con autorità e ora ripartiamo dalla Serie D. Certo, la B era di un altro livello ma qui a Varese ci trattano come dei professionisti. E poi, se fossimo inseriti in un girone competitivo come il B, disputeremmo un campionato che secondo me vale una Lega Pro viste le squadre che ci sono».

Il difensore preferisce evitare giudizi diretti sull’operato degli uomini mercato ma è evidentemente soddisfatto. «Penso che la società abbia lavorato bene e i giocatori che sono qui oggi ne sono una conferma. C’è anche una bella concorrenza interna ma questo è stimolante ed è un modo per caricarsi ancora di più in vista dell’inizio delle partite».

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CALZI, CAVALLO DI RITORNO – La nostra carrellata si conclude con un giocatore nato a Varese e iniziato al calcio in biancorosso, con otto stagioni nelle giovanili, Giampaolo Calzi. «Anche se poi non ho mai giocato in prima squadra: questo era il mio obiettivo e l’ho raggiunto, rinunciando a un’offerta importante come quella della Triestina. Ora lavorerò solo per gli obiettivi di tutta la squadra».

Calzi preferisce non fare differenze tra i gironi (il Varese è in bilico tra quello ligure-piemontese e quello lombardo). «Credo che ogni raggruppamento abbia le sue caratteristiche ma alla fine si equivalgono. E credo che giocare una Serie D di vertice sia equivalente a disputare una Lega Pro di media classifica; lo garantisco perché con il Venezia l’anno scorso ho vissuto una situazione del genere. E non ci sono partite semplici: quando si affronta l’avversaria di gran nome come potrebbe essere il Varese, tutte le squadre moltiplicano il loro impegno. Dovremo pensare a noi stessi, essere consci del nostro livello anche perché sul mercato la società ha lavorato molto bene».

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 19 luglio 2016
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