Il Ministro potenzia il “debate”, la materia che insegna a discutere

Ottanta milioni di euro in arrivo per sostenere progetti e autonomia didattica. Due milioni saranno destinati a promuovere il dibattito, l'arte riscoperta anni fa dall'Ite Tosi

Ite tosi primo giorno di scuola 2015

Era iniziata come sperimentazione all’Ite Tosi di Busto Arsizio. Un’intuizione dell’allora dirigente Benedetto di Rienzo. Il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini ha annunciato lo stanziamento di due milioni di euro per promuovere il “public debate” tra gli studenti organizzando persino le olimpiadi, al pari delle altre materie curricolari.

Il “debate” è una disciplina che stimola i ragazzi al confronto dialettico: sono chiamati ad approfondire i pro e i contro di una determinata tesi, così da sfidarsi verbalmente per convincere il pubblico sulla bontà o meno di una proposta o idea.

Nel corso degli anni, il debate, da sperimentazione avviata grazie a qualificati docenti provenienti soprattutto dal Nord America e India, si è sviluppato anche nella scuola italiana dove è nata una rete di specialisti, ex studenti che si sono appassionati all’arte oratoria e la promuovono. Il prossimo fine settimana, trenta alunni di prima del Tosi saranno ospiti di santa Caterina a Leggiuno per una full immersione pre scolastica dove cominceranno a conoscere anche questa materia.

Nel decreto firmato dal Ministro, però, sono previsti altri fondi destinati a migliorare l’offerta formativa e l’autonomia scolastica: circa 80 milioni.

«Oltre il 60% delle risorse è destinato a misure che riguardano gli studenti. Quest’anno abbiamo più che triplicato le risorse per lo sport – sottolinea il Ministro Giannini –  passando dai 2 milioni del 2015 a 6,7. Continuiamo ad investire sull’integrazione dei ragazzi con cittadinanza non italiana, dando una specifica attenzione anche ai minori che arrivano nel nostro Paese non accompagnati, un tema di stringente attualità. Fra le voci nuove che abbiamo voluto inserire, i finanziamenti per potenziare i progetti lanciati lo scorso anno per l’introduzione a scuola del Public Debate e del Public Speaking affinché i ragazzi possano imparare ad argomentare le loro idee, a farle capire e valorizzarle».

Fra le misure destinate ai ragazzi, 2,5 milioni vanno a scuola in ospedale e istruzione domiciliare; 1 milione servirà a realizzare progetti di accoglienza, di sostegno linguistico e psicologico rivolti a minori non accompagnati con cittadinanza non italiana e ad alunni stranieri. Quasi 2 milioni (di cui 700.000 euro destinati alle Consulte) finanzieranno la partecipazione studentesca. 350.000 euro vanno al Piano educazione stradale, 1,5 milioni per promuovere corretti stili di vita, 2,4 milioni per i progetti di educazione alla legalità e cittadinanza attiva. Mentre 2 milioni finanziano il contrasto del bullismo e del cyber-bullismo; 2,3 milioni saranno destinati alla realizzazione di un Piano di Interventi nazionale per l’orientamento scolastico; 1,5 milioni per la scuola in carcere; 3,5 milioni per il welfare dello studente e per il diritto allo Studio. Per i corsi di recupero ci sono 6,8 milioni. Mentre 5 milioni finanziano “Progetti di innovazione sociale” di contrasto alla dispersione che vedranno i ragazzi coinvolti nell’elaborazione di risposte innovative per la valorizzazione del patrimonio artistico del loro territorio, dell’ambiente, del paesaggio, della tradizione locale. 

Oltre 6 milioni di euro saranno destinati alla Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole (100.000 euro), alla realizzazione di ambienti didattici innovativi per la didattica digitale (2,7 milioni), all’ulteriore finanziamento di biblioteche innovative (2,5 milioni), al progetto “Scuole accoglienti” che prevede il recupero di spazi inutilizzati nelle scuole per realizzare laboratori creativi (1 milione). Per l’alternanza scuola lavoro, già finanziata con i 100 milioni all’anno previsti dalla Buona Scuola, vengono destinati 1,6 milioni fra finanziamento dell’apprendistato di primo livello e promozione delle migliori pratiche. Quasi 2 milioni vanno alla formazione degli adulti. 1,5 milioni allo sviluppo della metodologia Clil.

Sul fronte del personale della scuola, il decreto stanzia 1 milione per sviluppare le competenze dei dirigenti scolastici sulle innovazioni introdotte dalla legge 107, con particolare riferimento all’organico di potenziamento e alla crescita professionale continua del personale della scuola; 2,3 milioni andranno alla formazione del personale ATA. Quasi 5 milioni finanziano lo sviluppo del sistema di valutazione. La valorizzazione della figura del docente passa anche attraverso l’assegnazione del Premio Nazionale Insegnanti, l’Italian Teacher Prize, che verrà attribuito per la prima volta quest’anno, in accordo con il Global Teacher Prize, che viene finanziato con la somma di 200.000 euro.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 agosto 2016
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