Gli occhiali di Gandhi, da Tradate alle paralimpiadi di Rio

Gli occhiali, che il Mahatma indossava in prigionia, fanno parte della collezione di tre fratelli tradatesi. Un simbolo che ora si lega alle Olimpiadi

occhiali Gandhi

Gli occhiali di Gandhi, quelli della collezione dei fratelli Boga di Tradate, in tutto il mondo come simbolo di pace e non violenza.

Sabato 3 Settembre, sulla copertina del settimanale SportWeek, inserto de La Gazzetta dello Sport, campeggiava la foto di Bebe Vio, atleta paralimpica di scherma che rappresenterà l’Italia alle Paralimpiadi in programma dal 7 al 18 Settembre a Rio, con gli occhiali di Gandhi.

Bebe Vio è stata scelta da La Gazzetta dello Sport come testimonial dei valori e degli ideali gandhiani alle prossime Paralimpiadi. Bebe Vio è una ragazza di 19 anni, bellissima. La vita le ha presentato un conto veramente troppo caro. La sua storia parte con una malattia, sembrava un’influenza. Ma non era un’influenza, era una meningite che le ha portato via le mani, le ha portato via i piedi; ma lei s’è rialzata immediatamente, ha subito reagito, ha subito affrontato la vita, ha voluto fare subito le cose che faceva poco prima. Soprattutto ha voluto fare sport; la scherma in particolare. E oggi è Campionessa Mondiale di fioretto e ora sarà la nostra punta di diamante a Rio.

E Bebe ha accettato volentieri la proposta dei fratelli Boga – nata da un’idea del giornalista Alessandro Colombo – e de La Gazzetta dello Sport di accostare la propria immagine (gli occhi in particolare) agli occhiali di Gandhi per farsi portatrice a Rio di quei valori e ideali per i quali il Mahatma ha vissuto: la pace, la non violenza, la verità, l’amore per il prossimo.

BEBE VIO COPERTINA SPORTWEEKCosì è nato un abbinamento che ha coinvolto la Direzione de La Gazzetta dello Sport che ha colto al volo l’idea lanciata da Tradate e grazie al Direttore Andrea Monti e al Vice Direttore Pier Bergonzi ha coinvolto il Direttore di SportWeek, Matteo Dore, l’editorialista de La gazzetta dello Sport, Claudio Arrigoni, e uno dei più famosi fotografi italiani, Settimio Benedusi.
Ne è uscito un servizio, quello su SportWeek in edicola domani, che ritrae una Bebe Vio che racconta la sua storia, la sua malattia, i suoi sogni attraverso gli occhiali di Gandhi. E ora quell’immagine che campeggia sulla copertina – BEBE VIO con gli OCCHIALI DI GANDHI -accompagnerà la spedizione italiana a Rio.
E gli occhiali di Gandhi, arrivati dall’India a Tradate, ora inizieranno il loro giro del mondo.

Ma come sono arrivati gli occhiali di Gandhi a Tradate?
Tre fratelli, Felice, Fausto e Cesare e una grande passione l’arte. Tre fratelli imprenditori di Tradate che hanno creato un’azienda divenuta nel tempo leader nel settore dell’arredo e delle costruzioni e della sanità, ma che sono anche artisti e collezionisti di opere d’arte.
E tra le tante opere d’arte i fratelli Boga da una decina d’anni annoverano nella loro immensa collezione tra opere di Giacometti, Fontana, Renoir anche gli occhiali originali appartenuti al Mahatma Gandhi.
Gli occhiali, in oro zecchino, (in realtà solo la montatura in quanto le lenti sono state tolte) sono quelli che il Mahatma indossava durante la prigionia e che lui stesso ha regalato a Kishan Mehta eroe del Movimento per la Liberazione dell’India lanciato da Gandhi stesso.
Kishan Mehta fu imprigionato nel 1943 per otto mesi e condusse da solo il Consiglio Comunale di Devgarh, una suddivisione dell’India, classificata come municipality, situata nel distretto di Rajsamand, nello stato federato del Rajasthan, durante la guerra per l’indipendenza dell’India dalla Gran Bretagna.
Proprio da Devgarh gli occhiali sono pervenuti in possesso dei fratelli Boga che hanno deciso di metterli a disposizione di tutti attraverso una iniziativa che si intitola “Guardare il mondo con gli occhi di Gandhi” con la quale si vuole evocare un simbolo e una filosofia: quella della tolleranza, della non violenza e del rispetto delle differenze.
Principi basilari che sono sempre stati testimoniati dal Mahatma Gandhi e che ora accompagneranno Bebe Vio nella sua avventura olimpica.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 06 settembre 2016
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