Basta cacche di cane in giro per la città: arriva l’esame del Dna

Lotta all'abbandono delle deiezioni canine: Malnate presenta il piano d’azione. Maggiori sanzioni e controlli specifici. "Niente da temere per chi rispetta le regole", spiega Astuti

malnate varie

Il sindaco di Malnate Samuele Astuti e l’assessore con delega all’Ambiente Giuseppe Riggi hanno presentato oggi (sabato 17 dicembre) la procedura che si  sta  mettendo  a punto per combattere uno dei fenomeni più diffusi ed odiati dai cittadini, l’abbandono delle deiezioni canine sui marciapiedi e nelle aree pubbliche.

«Dopo un lungo periodo che ci ha visto impegnati nelle attività di sensibilizzazione ed informazione –  spiega il sindaco –  tramite campagne quali “Un amico si vede nel momento del bisogno”,  l’affissione di apposita cartellonistica e l’emissione di specifiche ordinanze sindacali, passiamo ora alla seconda fase del progetto con una procedura che si articola su diversi punti e che mira da una lato a contrastare in maniera decisa il fenomeno dell’imbrattamento dei nostri spazi pubblici, dall’altro a definire in maniera chiara le regole per la cura ed il mantenimento degli animali da compagnia».

«Procederemo in collaborazione con il Servizio Veterinario della Provincia di Varese che doterà il personale di Polizia Locale di 2 lettori di microchip, che verranno utilizzati dai nostri agenti per controlli a campione al fine di verificare la registrazione dell’animale all’anagrafica canina. Ricordiamo che chi non ottempera a tale obbligo di legge è passibile di sanzione spiega l’assessore Riggi -. Una volta aggiornata la banca dati per il territorio di Malnate, saremo  in grado di definire il numero esatto di cani presenti nella nostra cittadina. Ad oggi ne risultano registrati circa 2100. Contestualmente a questa prima fase, si  sta studiando con l’Azienda Sanitaria Locale o altro Ente abilitato   una  collaborazione attraverso la sottoscrizione di  una convenzione , per effettuare il test del DNA, tramite prelievo di saliva, su tutti i cani di Malnate».

Il test verrà eseguito da personale qualificato e dotato di idonea attrezzatura, senza alcun rischio per l’animale e senza alcun costo per il proprietario, in quanto l’onere economico dell’esame sarà a totale carico dell’amministrazione, nell’ambito di un accordo con la Società affidataria dei Servizi di Igiene Urbana.

Il cittadino possessore di cane avrà un ragionevole periodo di tempo, stimato in 6-8 mesi,  per far effettuare il test del DNA del proprio animale secondo le indicazioni che l’amministrazione comunicherà, trascorso tale periodo, il cittadino inadempiente incorrerà in apposita sanzione.

«Ho già dato mandato al nostro segretario generale – spiega Astuti – affinché venga predisposta una bozza del Nuovo Regolamento per la Tutela degli Animali di Affezione, che la Commissione Affari Istituzionali analizzerà e porterà al voto del Consiglio Comunale. Tale regolamento, darà chiari indirizzi sui diritti degli animali e sui doveri dei loro proprietari, per garantire la salute dei nostri amici ed il rispetto delle più elementari regole di convivenza».

«Una volta completato l’iter – continua Riggi – la procedura prevede che l’operatore ecologico impegnato nella pulizia manuale, affiancato da un agente di Polizia Locale per la notifica, effettui il campionamento della deiezione abbandonata, e la invii al laboratorio incaricato per le analisi del DNA. Avuto l’esito del raffronto tra il DNA del campione e quelli contenuti nella banca dati, sarà possibile risalire all’animale e procedere a sanzionarne il proprietario incivile».

«Stiamo ragionando su un inasprimento delle sanzioni – conclude Astuti – come deterrente a questo malcostume. Ci tengo però a sottolineare che la procedura costituisce  un enorme vantaggio per i proprietari di cani che si comportano in maniera civile. Non hanno nulla da temere infatti coloro i quali, già oggi, si impegnano al rispetto dei regolamenti vigenti, ed in più si troveranno gratuitamente in possesso della mappatura genetica del loro animale, informazione utile sia per definire il pedigree o le razze di provenienza dei meticci, che per risalire e prevenire l’insorgere di  malattie alle quali sono potenzialmente soggette le varie razze».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 dicembre 2016
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