“Busto non paga l’acqua”, l’avvocato minaccia azioni legali

Franco Brumana degli Amici dell'Olona ha scritto ad Agesp intimando il versamento di oltre 4 milioni ad Alfa srl: "Si tengono i soldi delle bollette e bloccano gli interventi sui depuratori"

franco brumana

L’avvocato legnanese Franco Brumana è perentorio: «Se non riceverò una risposta entro 30 giorni andrò in Procura per denunciare Agesp per i reati di appropriazione indebita e omissione di atti d’ufficio».

L’avvocato legnanese, a capo del gruppo Amici dell’Olona (qui la pagina facebook), accusa apertamente la società municipalizzata bustocca di trattenere le somme riscosse tramite le bollette dell’acqua, bloccando di fatto il piano dell’Ufficio d’Ambito per la ristrutturazione dei depuratori e delle reti fognarie che deturpano il fiume Olona.

Brumana parla di somme bloccate in cassa a causa del mancato perfezionamento della vendita di un ramo d’azienda da parte di Agesp ad Alfa srl (la società d’ambito che avrebbe dovuto prendere in mano la gestione idrica a livello provinciale). La fetta più grossa, 4.5 milioni di euro, dovrebbe essere versata proprio da Busto Arsizio. 

In una lettera inviata quest’oggi ad Agesp e per conoscenza all’Ufficio d’Ambito di Varese, al sindaco di Busto Arsizio, alla Provincia e alla Regione, spiega perchè – a suo modo di vedere – il comportamento di Agesp sia illegittimo e causa del mancato avvio dei lavori agli impianti di depurazione.

In realtà Alfa ha iniziato a programmare i primi investimenti sui depuratori ma questo è stato possibile solo perchè – a differenza di Busto Arsizio – altri comuni hanno accantonato le risorse e le hanno versate all’Ato negli anni. La cifra raggiunta sfiora i 30 milioni di euro ma all’appello manca la quota bustocca che ha un peso importante.

Di seguito riportiamo il testo della lettera.

Le opere previste dal Piano stralcio dell’Ufficio d’Ambito di Varese per porre rimedio all’inefficienza dei depuratori e delle reti fognarie e per scongiurare le gravi sanzioni comunitarie sono in ritardo sia per gli inadempimenti di Alfa Srl, contestati recentemente dall’Ufficio d’Ambito, con la delibera 45/2016) sia perché i fondi previsti sono disponibili solamente in via teorica.

Infatti risulta che una parte rilevante degli accantonamenti stabiliti dal CIPE con la delibera 52 del 2001 ai sensi della legge 388/2000, sono tutt’ora trattenuti dalle società e dagli enti che hanno riscosso queste somme dagli utenti tramite le bollette.

In particolare i capitali in deposito presso di Voi risultano costituire la maggior porzione di questi crediti.

Come ben sapete, la mancata esecuzione delle opere necessarie per garantire l’efficienza dei depuratori dell’Olona comporta il persistente inquinamento del fiume ed un rilevante danno ambientale in violazione sia delle direttive comunitarie che dell’articolo 458 bis del codice penale.

Questa situazione incresciosa non è più tollerata dai cittadini, come risulta palese dall’adesione di oltre 8.000 amici al nostro gruppo di facebook e dalle recenti chiare prese di posizione dei Sindaci dei comuni posti a valle della Provincia di Varese, da Legnano a Milano compresa.

Ciò nonostante voi nella relazione del vostro bilancio del 2015 avete scritto di aver proposto all’ufficio d’ambito una rateizzazione del versamento delle somme trattenute in sei rate annuali da non corrispondere, ma da compensare con il vostro possibile credito per la cessione di un ramo di azienda ad Alfa srl.

Avete addirittura subordinato il versamento delle somme da voi custodite alla stipulazione di questo contratto di compravendita del ramo di azienda tra voi e Alfa srl che però, come era prevedibile, non si è perfezionata perché particolarmente onerosa.

Questa vostra presa di posizione è inaccettabile perché Vi siete impossessati di capitali raccolti dai cittadini, che possono essere impegnati solo per le opere di depurazione e quindi non possono essere opposti in compensazione al credito per il corrispettivo della cessione del ramo di azienda, da voi ipotizzato.

E’ inoltre assurdo che pretendiate di compensare il vostro improbabile credito, per ora inesistente, nei confronti di Alfa srl con il Vostro debito nei confronti dell’Autorità di ATO, che è un soggetto a tutti gli effetti diverso da Alfa srl.

Di fatto con il vostro comportamento mostrate di esservi impossessati indebitamente di capitali che non vi competono e che sono attualmente nella vostra disponibilità solamente perché in custodia temporanea.

Pur non competendo a noi giudicare la sussistenza di reati, possiamo ravvisare la possibile violazione dell’art.646, secondo comma cp riguardante l’appropriazione indebita aggravata.

Il versamento da voi dovuto è destinato a porre rimedio ai gravi danneggiamenti ambientali in corso ed è connesso quindi a ragioni di igiene e di sanità pubblica, con la conseguenza che si può riscontrare nel vostro ingiustificabile ritardo il reato di rifiuto d’atti di d’ufficio di cui all’art.328, primo comma, cp.

Comunque risulterebbe il reato di omissione di atti d’ufficio di cui al secondo comma dello stesso articolo, in quanto non avete ottemperato alle ripetute richieste dell’Ufficio d’Ambito richiamate nella sua delibera n.66 del 16 Dicembre 2015 e dall’allegato n.1 a tale delibera.

L’Ufficio d’Ambito vi ha giustamente già espresso la possibilità di una sua denuncia del danno e della vostra responsabilità erariale alla Procura Regionale della Corte dei Conti.

Ciò premesso, vi invitiamo a corrispondere all’Ufficio d’Ambito tutti gli accantonamenti da voi illecitamente trattenuti oltre agli interessi entro 30 giorni e a darcene notizia.

In mancanza ci rivolgeremo senza altri avvisi sia alla Procura della Repubblica che alla Procura della Corte dei Conti.

Ai sensi dell’art.3 del d.lgs 195/2005 e con gli effetti di cui all’art.328 cp in caso di vostro inadempimento, vi chiedo informazioni riguardanti la libera ed immediata disponibilità degli accantonamenti da voi detenuti e di competenza dell’Ufficio d’Ambito di Varese e destinati alla depurazione dei reflui.

Vi invito a mettere a disposizione questa informazione entro 30 giorni.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 15 dicembre 2016
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