Pedemontana, polemica sull’emendamento che quadruplica il compenso di Di Pietro

Lo stipendio dell'ex-magistrato passerebbe da 60 mila a 240 mila euro all'anno. Polemiche sull'emendamento alla legge di bilancio di Regione Lombardia

pedemontana

Lo stipendio di Antonio Di Pietro, da presidente di Pedemontana, potrebbe salire da 60 mila a 240 mila euro. A stabilirlo è l’emendamento 3 alla legge di Bilancio di Regione Lombardia che, pur senza citarlo, è stato subito «intestato» a Di Pietro, perché introduce nella legge di stabilità una deroga alle regole sulle indennità, consentendo un sostanzioso aumento alla retribuzione del presidente di Pedemontana.

Secondo l’assessore al Bilancio Massimo Garavaglia l’emendamento non riguarderebbe solo il presidente di Pedemontana e non è detto che lo stipendio di Di Pietro debba raggiungere quella quota.

Piovono le proteste da parte dei consiglieri del Movimento 5 Stelle e in particolare da Stefano Buffagni che ha commentato: «Non ci sono euro per le imprese, lo sviluppo, la scuola, il lavoro e per le famiglie in difficoltà però la Lombardia di Maroni i soldi per alzare lo stipendio a Di Pietro li trova alla velocità della luce. E’ una vergogna, stiamo parlando di Pedemontana, un’autostrada inutile e che non doveva costare un’euro ai cittadini. Di Pietro ha già lo stipendio e il vitalizio: sono altre le priorità dei lombardi. Questo aumento è indegno nel merito è anche nel metodo, hanno sbagliato tecnicamente a scrivere l’emendamento».

In riferimento alle notizie pubblicate questa mattina sulla stampa, riguardanti l’iniziale conferimento di uno stipendio di circa 60 mila euro ad Antonio Di Pietro in qualità di Presidente di Autostrada Pedemontana Lombarda, che ora dovrebbero diventare circa 240 mila euro, la Società ci tiene a precisare che sino ad oggi e fin dalla data di nomina, il Presidente non ha percepito alcun tipo di remunerazione, nemmeno quanto inizialmente pattuito in 60 mila euro annui.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 dicembre 2016
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