“Per il futuro di Gallarate investiamo sul capitale culturale”

L'intervento di Gallarate Civica sul destino del Maga e di altre istituzioni culturali cittadine

museo maga

Riceviamo dall’associazione Gallarate Civica e integralmente pubblichiamo

 

Cultura, società e coscienza civile: dov’è finita la capacità di pensare il futuro?
Le scelte della città. La nostra opinione sul destino del Maga e della cultura a Gallarate. Breve analisi fra difficoltà certe, capacità sprecate e visione del futuro.

Più di un secolo di storia industriale, di imprenditori e lavoratori, di grandi e piccole imprese che, con tanto lavoro e sacrificio, hanno contribuito e consentito, alla nostra città, grandi conquiste sociali, politiche e culturali. Tutto sembra spazzato via da un terremoto, uno sbandamento interminabile, disarmante. La crisi, che anche Gallarate sta faticosamente attraversando, ha accentuato le conseguenze negative di una fase post industriale, già in atto da almeno due decenni, e ne cambia la coscienza e i connotati. Pertanto, tutte le questioni riguardanti l’amministrazione di una città, sviluppata come Gallarate, risentono delle enormi difficoltà economiche contingenti. Forse però, come conseguenza più drammatica, si è innescata una grave distorsione politica, sociale e culturale. Questa crisi, ma soprattutto le tante paure che questa ha generato, ha creato dei “mostri” che condizioneranno la nostra società per decenni. Tutti i fondamenti della nostra civiltà, sui quali si è consolidata prima la nostra Repubblica e poi l’Europa di Adenauer e Spinelli, dal dopoguerra in poi, sembrano aver perso consistenza: la pace, la convivenza, la libertà, i diritti dei lavoratori e dei cittadini, anche le stesse lotte sociali che hanno contribuito alla crescita della nostra identità, sembrano ora sostituiti da paura, indifferenza, interessi particolari, egoismi, scontri pregiudiziali e separatismi di vario genere che non ne vedono, né ne considerano, le drammatiche conseguenze. È quindi assolutamente necessaria una nuova coscienza civile per far fronte alle tante domande della nostra società e ai cambiamenti sociali che si sono ineluttabilmente avviati.

Gallarate forse ha ancora le capacità e l’esperienza per poter arginare questi problemi. Nel suo DNA sa già fare impresa, sa già fare società, sa già creare e sperimentare nuove strade politiche e sociali, sa fare cultura. Ha però bisogno di persone, soprattutto coraggiose, che ora si facciano carico dell’impresa più importante: ricreare un’identità per la nostra città. Per questo bisogna ripartire dalle importanti realtà presenti a Gallarate: Il Museo d’Arte Moderna, l’Istituto Superiore di Studi Musicali “Puccini”, la Biblioteca Civica, il Museo degli Studi Patri, gli Istituti Culturali a partire dall’Aloisianum, le tante associazioni e gli operatori culturali presenti in città, ma soprattutto le decine di istituti scolastici, fonte di promozione e formazione delle nuove generazioni, sui quali investire e progettare visioni e sviluppi sociali futuri. Questo patrimonio formerà “Il Manifesto di Gallarate”, il nuovo volto della nostra città, la testa di ponte da proporre al mondo nei prossimi anni. Gallarate non riparte da zero. Su questo capitale culturale, sulle intelligenze e sull’innovazione, si può e si devono concentrare le capacità, pubbliche e private ancora presenti, per costruire, assieme, le condizioni per riportare in città interesse, volontà, sperimentazione, finanziamenti innovativi e nuova economia.
Gallarate Civica si rende disponibile, nel prossimo periodo, a raccogliere le manifestazioni di interesse e a creare le condizioni per dare un corpo e un’identità condivisa ad un tale progetto.  email:  info@gallaratecivica.it

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 dicembre 2016
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