Pronto il nuovo numero della Concordia: “No alle contrapposizioni”

Il parroco don Gianni Cazzaniga firma un editoriale del mensile della parrocchia invitando al dialogo: "Lo scontro non porta ad alcun beneficio"

Trent'anni di sacerdozio per don Gianni Cazzaniga

Pronto il nuovo numero della Concordia, nel nome del dialogo tra le persone, senza fazioni agguerrite. Come richiama il parroco Don Gianni Cazzaniga, nell’editoriale di apertura di questo numero natalizio del mensile della Parrocchia di Tradate.

«Davanti a scelte da compiere, a progetti da elaborare, a decisioni da prendere prevale sempre di più la logica dello scontro – spiega Don Gianni -, dello schierarsi da una parte anziché entrare in un dialogo fruttuoso, anche se certamente impegnativo e non privo di difficoltà, pronti eventualmente a riconoscere le ragioni di chi non la pensa allo stesso modo, senza squalificarlo perché “non è dei nostri”. Diversi sono i temi attorno ai quali la contrapposizione si radicalizza, senza lasciare spazio ad un confronto sereno che abbia anzitutto lo scopo di trovare una soluzione soddisfacente a questioni solitamente complesse. Penso, solo per fare due esempi tra i tanti possibili, alla realtà dell’immigrazione, e, sul versante ecclesiale, al complesso tema dell’ammissione ai sacramenti dei divorziati risposati».

«La costatazione che ognuno può fare al riguardo è che la contrapposizione non porta alcun beneficio, nessuna soluzione accettabile, lasciando i problemi aperti in tutta la loro gravità – prosegue il parroco -. Per questo mi pare importante tenere presente il metodo usato da Papa Francesco negli ultimi due Sinodi dei Vescovi sulla famiglia. Egli ha esortato i partecipanti a dire tutto ciò che pensavano, con rispetto dell’altro e con un ascolto attento e non inficiato dal pregiudizio».

E ancora: «In un tempo in cui le contrapposizioni si acuiscono e la conflittualità cresce continuamente ad ogni livello, la proposta di questo metodo, che non risolve istantaneamente (non sarebbe neanche possibile) ma, secondo una espressione del Papa, “avvia dei processi” risolutivi, pare essere quella più percorribile, anche se
certamente più impegnativa. Ad ogni modo, la divisione e la contrapposizione non sono solo il terreno su cui crescono ben più gravi conflitti, come la storia anche recente insegna, ma rivelano, secondo la stessa parola di Gesù, la presenza e l’azione di colui che da sempre lavora per seminare il dissidio tra gli uomini».

di manuel.sgarella@varesenews.it
Pubblicato il 22 dicembre 2016
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