Querela temeraria: Articolo 21 e Fnsi chiedono di approvare la legge

Al Senato è fermo un disegno di legge che riforma anche un aspetto fondamentale legato alla libertà di stampa

Avarie

Un giornalista che scrive di fatti veri e verificabili ma scomodi, non deve venir minacciato, o, peggio ancora, querelato anche senza motivo invocando la diffamazione, al solo scopo di fare pressioni affinché non si occupi di un fatto di pubblico interesse.

Si chiama “querela temeraria” o intimidatoria e serve a chi è nella condizione di istruire un processo penale per diffamazione ad agire per tarpare le ali a piccoli giornali di provincia o a giornalisti “soli” di fronte ad una spesa processuale, vedi il costo per un avvocato. Per questo oggi a Roma il sindacato dei giornalisti – FNSI – e l’associazione Articolo 21 organizzano un seminario per chiedere la ripresa dei lavori parlamentari sul testo e tenere alta l’attenzione sul tema.

E’ sempre più urgente che il Parlamento approvi il disegno di legge che deve regolare la diffamazione e le liti temerarie: è fermo da mesi al Senato, dove attende il via libera definitivo – scrivono da Articolo21 – . Un voto che non deve essere ancora rinviato dall’attuale crisi politica. Non è il migliore dei testi possibile, ma è un primo passo per salvare il diritto di cronaca in Italia. Ce lo chiedono dalla Corte europea di giustizia e dalle istituzioni di Bruxelles, dove l’anomalia italiana in tema di difesa della libertà di stampa è continuamente soggetta a richiami e sanzioni”.

Una legge che renda più difficile l’uso indiscriminato delle querele non significa pretendere l’impunità per i giornalisti, tutt’altro: informare in modo accurato, puntuale e completo (“obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti” recita la legge 69 del 1963 sull’Ordinamento della professione) è dovere del giornalista, che semmai dovrebbe essere sancito proprio nel momento in cui non rispondesse pienamente a questa sua responsabilità – continuano da Articolo 21 . Per questo Articolo21, insieme alla Federazione Nazionale della Stampa, organizza per mercoledì 14 dicembre un seminario-incontro che vedrà ragionare insieme giuristi, politici, membri del governo, rappresentanti della categoria e delle principali associazioni per la libertà di stampa. Sarà un momento di confronto e ragionamento comune per aiutare i legislatori a capire, anche grazie alle testimonianze di croniste e cronisti noti e meno noti vittime di questa forma di minaccia, l’urgenza di una legge che fermi questa deriva: un’urgenza crescente soprattutto in vista dei prossimi mesi di campagna elettorale in cui i media sono chiamati a vigilare e informare nel modo più trasparente e accurato possibile le cittadine e i cittadini che dovranno decidere il futuro del paese”.

Il disegno di legge interviene sulla legge stampa del 1948, ma anche su altri testi, come il codice di procedura penale come gli articoli 3 e 4 del ddl.
In particolare, l’articolo 3 aggiunge un comma (3-bis) all’articolo 427 del codice di procedura penale, relativo alla condanna del querelante alle spese e ai danni in caso di sentenza di non luogo a procedere perché il fatto non sussiste o l’imputato non lo ha commesso. La Camera dei deputati, ripristinando la formulazione già approvata in prima lettura, ha disposto che il giudice possa irrogare al querelante una sanzione pecuniaria da 1.000 a 10.000 euro in caso di querela temeraria, da versare alla cassa delle ammende. Il testo approvato dal Senato faceva invece espresso richiamo alla temerarietà della querela e alla condanna – aggiuntiva rispetto a quanto già previsto – al pagamento di una somma determinata in via equitativa.

Articolo 21, liberi di… è un’associazione nata il 27 febbraio 2002 che riunisce esponenti del mondo della comunicazione, della cultura e dello spettacolo; giornalisti, giuristi, economisti che si propongono di promuovere il principio della libertà di manifestazione del pensiero (oggetto dell’Articolo 21 della Costituzione italiana da cui il nome).

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana (Fnsi) fu costituita nel 1908 e rifondata nel 1943, ed è una libera associazione sindacale, cui aderiscono le associazioni regionali dei giornalisti. Essa agisce nell’ambito dell’articolo 39 della Costituzione italiana che prevede l’assoluta libertà dell’organizzazione sindacale.
La Fnsi è il sindacato nazionale unitario dei giornalisti italiani e ha come suoi scopi principali: la difesa della libertà di stampa, la pluralità degli organi di informazione, la tutela dei diritti e degli interessi morali e materiali della categoria.
Attività prevalente della Fnsi è quella di stipulare contratti collettivi di lavoro e di assicurare l’assistenza sindacale alle Associazioni Regionali di Stampa e alle strutture sindacali aziendali (Comitati e fiduciari di redazione).

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 dicembre 2016
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