“Richiedenti asilo, i sindaci non sono albergatori o animatori turistici”

Il sindaco Lorenzo Guzzetti spiega nel dettaglio la propria posizione sulla questione dei 130 richiedenti asilo ospititi a Cascina Regusella

Profughi a Uboldo

Il sindaco Lorenzo Guzzetti spiega nel dettaglio la propria posizione sulla questione dei 130 richiedenti asilo ospititi a Cascina Regusella. Dichiarazione che arriva dopo che il Tar ha rigettato il ricorso dei gestori della struttura contro le due ordinanze emesse proprio dal primo cittadino: una per demolire opere abusivi, una per lo sgombero della struttura che non sarebbe quindi icone a ospitarli:

Chiarisco alcuni aspetti, a margine delle due ordinanze del TAR di oggi, come detto in Consiglio Comunale.
Le ordinanze di oggi sono figlie della situazione venutasi a creare dopo il 13 maggio u.s. quando il Ministero dell’Interno ha emanato delle “Linee Guida” che prevedevano l’automatica residenza nei Comuni ai profughi dove essi erano e sono alloggiati.
Profughi che, nella maggior parte dei casi, sono ancora in attesa di sapere se possono o no restare in Italia come “rifugiati” o devono tornarsene al loro paese.
Uboldo, non per sua scelta ma per una scelta della società privata che ha preso in carico questi profughi, ospitava 130 persone alla Regusella.
E’ impensabile per un Comune come il nostro poter prendere anche solo in considerazione l’ipotesi di una presa in carico di 130 persone che, una volta residenti, acquisirebbero lo status sociale che hanno tutti i cittadini uboldesi.

Eppure, nonostante le molte perplessità, mi sono rimesso alla volontà del Ministero non transigendo, però, su una cosa: la residenza l’avremmo data con le medesime regole con cui la diamo ai cittadini italiani.
Quindi urbanisticamente le persone devono risiedere in un posto che non abbia problemi.
Per questa ragione il nostro Ufficio Tecnico ha fatto dei sopralluoghi da cui sono scaturite due ordinanze: la prima, del Geom. Iraga, per abusi edilizi e la seconda, la mia, che ordina l’interdizione all’utilizzo delle strutture abusive.
La società si è appellata al TAR chiedendo la sospensiva di queste ordinanze, il TAR ha rigettato i ricorsi.
Questi i fatti.

I commenti sono tre:

1) Ancora oggi continuo a insistere nella mia battaglia sostenendo che è impensabile demandare ai Comuni questo problema enorme.
Abbiamo Istituzioni superiori: ci pensino loro, creino una strategia intelligente, e allora aderiremo. 130 persone disoccupate, nullatenenti e nullafacenti, che di botto diventano cittadini di un paese come Uboldo rappresentano un potenziale problema sociale abnorme, che manda a catafascio tutto un bilancio comunale.

2) questo Comune non aderirà ad alcun progetto SPRAR, il progetto del Ministero dell’Interno che paga il 95% delle spese lasciando il 5% ai Comuni. Non abbiamo spazi, non abbiamo luoghi, non possiamo permetterci comunque questa cosa. I Comuni e i Sindaci non sono gli albergatori e/o gli animatori turistici del Governo.

3) il Comune di Uboldo aderirà ai progetti comuni quando TUTTI i Comuni aderiranno insieme. Non ha senso che un Sindaco più ragionevole di un altro o perchè l’altro politicamente non li vuole si debba sobbarcare l’onere. Non esiste.

Come ho ribadito in Consiglio Comunale non è, come avrete capito, una questione di razza, pelle, etnia, lingua e religione. Per me possono essere gialli, neri, verdi, azzurri, bianchi.
Il problema lo devono risolvere prima gli onorevoli strapagati che siedono a Bruxelles. Invece di dire cose astruse sulle questioni locali o passare il tempo su Rete 4 a dire stronzate, pensino alle cose che competono a loro.

Poi ci sono i Governi nazionali, le Regioni (che tacciono…), le Province (sopravvissute grazie al referendum!) e quindi i Comuni.
Quando avranno le risposte, mi vengano pure a cercare.
Io resto comunque disponibile ad aiutare e il mio atteggiamento sarà sempre il più collaborativo possibile con le altre Istituzioni, a partire dal Prefetto.

Con Sua Eccellenza il rapporto è ottimo e franco, il Dott. Zanzi è una persona di spessore e capace e lui sa che comunque qui non c’è un Sindaco che vuole creare problemi, ma che vuole aiutare a trovare le soluzioni.
Ma non possiamo remare solo noi due in questa barca.

Sarebbe da matti pensarlo.

Servono anche gli altri che, lassù, fingono di non vedere o di non ascoltare. E se l’unico modo per farsi sentire è quello di alzare la voce, ecco, questo è il risultato.

di
Pubblicato il 21 dicembre 2016
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