Richiedenti asilo, riparte l’ordinanza per sanare gli abusi edilizi

Dopo che il Tar ha rigettato il ricorso, ora i gestori della struttura dovranno far sparire i container abusivi che ospitano le 130 persone

Profughi a Uboldo

Gli abusi dovranno essere sanati e dopo che il Tar ha rigettato il ricorso della struttura di Cascina Regusella, il Comune di Uboldo farà ripartire l’iter per sistemare tali abusi. Situazione che riguarda soprattutto i container dove vengono ospitati i 130 richiedenti asilo. L’iter burocratico per procedere con questa procedura è stato concordato nelle ultime ore dal sindaco Lorenzo Guzzetti insieme al Prefetto Giorgio Zanzi.

Il problema sul tavolo è proprio la sistemazione di queste 130 persone, che non possono vivere in quelle condizioni, ovvero all’interno dei container, non nell’area di Cascina Regusella: «La strada è molto semplice anche se burocraticamente complicata – spiega Guzzetti -: stiamo collaborando tra istituzioni per risolvere il problema. Abbiamo dimostrato che avevamo ragione, ma non stiamo parlando di oggetti, lì ci sono dentro delle persone. Non posso andare là adesso e dire “vi butto fuori”. Le istituzioni superiori non hanno soluzioni in tasca e capisco la situazione di difficoltà che si trova a gestire, a livello generale, anche il Prefetto».

Rimane comunque il fatto che la sistemazione dell’area deve procedere: «L’iter che noi seguiremo per questa vicenda segue quello che abbiamo già fatto a settembre: partiamo con la parte urbanistica, ovvero sanare gli abusi. Poi, una volta sistemate queste situazioni, proseguiremo con l’ordinanza di interdizione perché non c’è più posto per sistemare 130 persone. Il meccanismo è burocraticamente complicato, ma voglio sottolineare che anche per noi vengono prima le persone. Inoltre voglio ringraziare il Prefetto per la disponibilità e la capacità dimostrata in tutta questa vicenda».

di manuel.sgarella@varesenews.it
Pubblicato il 22 dicembre 2016
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